martedì 26 ottobre 2021

ELEZIONI A CASSINETTA DI LUGAGNANO: FINIGUERRA STRAVINCE, ORA CI AIUTI!



 ELEZIONI A CASSINETTA DI LUGAGNANO: FINIGUERRA STRAVINCE, ORA CI AIUTI!


I cittadini di Cassinetta hanno espresso il loro voto di preferenza per la lista Finiguerra Sindaco Per Cassinetta di Lugagnano. Non ci resta che augurare al nuovo, anzi ri-nuovo Sindaco buon lavoro. E lo diciamo davvero di cuore, ben sapendo che per la nostra lista Robecco Futura, Robecco Sul Naviglio e Cassinetta sono un tutt’uno da un punto di vista ambientale e altri aspetti. Vicinanza, Naviglio, Ville Storiche, verde, agricoltura, storia comune – vedi Piano Regionale Riscopriamo il Naviglio Grande, l’essere borghi, tradizioni, usi e costumi, fanno da collante per una difesa comune del territorio e soprattutto, per un rilancio in terni di crescita economica, legata naturalmente alle loro caratteristiche agricole e turistiche.

Sappiamo anche però che il neosindaco Finiguerra – come gli altri candidati Sindaci per la verità – è da sempre assolutamente contrario alla super strada della Malpensa, senza se e senza ma. Ebbene, anche la nostra Lista Robecco Futura è contro quella tipologia di strada, che riteniamo sproporzionata e senza senso. Sappiamo anche che in passato abbiamo fatto, in buona fede, errori nel perseguire con ANAS obiettivi che non erano adeguati al nostro territorio, tentando ogni volta di correggerli senza mai riuscirci. Il problema dell’attraversamento di Robecco però rimane irrisolto, con più un traffico in continuo aumento causa in particolare delle varie postazioni di smistamento Amazon e di altri enormi centri di stoccaggio e logistica in prossimità dei caselli autostradali vicini, oltre all’aumento vertiginoso del servizio cargo di Malpensa.

Ebbene, è stato più volte ripetuto che la pandemia ha cambiato il nostro atteggiamento nei confronti della vita, e che da essa dovrebbe nascere una società più solidale e fraterna; così come il grido di Greta Thunberg, BLA BLA BLA, ha risvegliato le nostre coscienze adulte. Se così è, il Sindaco Finiguerra, molto sensibile agli aspetti ecologici e ambientali, dovrebbe a questo punto aiutare noi robecchesi a risolvere il problema dell’attraversamento del nostro paese, sedendosi attorno ad un tavolo con le istituzioni metropolitane, il Sindaco di Robecco e le opposizioni consiliari. Ma – raccomandiamo vivamente – in termini solidali e fraterni, e soprattutto non lasciando passare altri cinquant’ anni. E siccome leggiamo sul suo manifesto elettorale “PASSIONE, CONCRETEZZA, COMPETENZA, ESPERIENZA”, doti che gli riconosciamo, non ci resta che attendere che ciò che sta scritto venga messo in pratica aiutandoci a risolvere anche il problema di Robecco.

ROBECCO FUTURA

venerdì 5 marzo 2021

IL PARCO DELLA CITTA’METROPOLITANA: LA NOSTRA NEW GENERATION EU

 IL PARCO DELLA CITTA’METROPOLITANA:

LA NOSTRA NEW GENERATION EU



LETTERA APERTA

DA: ROBECCO FUTURA – Gruppo Consigliare Robecco sul Naviglio (Mi)

A: Sen. Massimo Garavaglia – Ministro Del Turismo

Dott. Giuseppe Sala – Sindaco città metropolitana Milano

Ai Sig. Sindaci e Consiglieri Comunali dei seguenti comuni dell’ambito 8 della città metropolitana di Milano: ABBIATEGRASSO, ALBAIRATE, ARLUNO, BAREGGIO, BESATE, BOFFALORA SOPRA TICINO, BUBBIANO, CALVIGNASCO, CASOREZZO, CASSINETTA DI LUGAGNANO, CISLIANO, CORBETTA, GAGGIANO, GUDO VISCONTI, MAGENTA, MARCALLO CON CASONE, MESERO, MORIMONDO, MOTTA VISCONTI, NOVIGLIO, OSSONA, OZZERO, ROBECCO SUL NAVIGLIO, ROSATE, SANTO STEFANO TICINO,SEDRIANO, VERMEZZO CON ZELO, VITTUONE



IL PARCO DELLA CITTA’METROPOLITANA:

LA NOSTRA NEW GENERATION EU




SOMMARIO

L’opportunità che l’Europa ci ha messo a disposizione attraverso il così detto New Generation E.U., proprio perché rivolto alle future generazioni, non può lasciarci indifferenti. Le macro proposte da portare in Europa per avere i fondi da investire toccano allo Stato centrale che poi dovrà decidere come e dove spenderli. Ecco perché, a nostro modo di vedere, non dobbiamo farci trovare impreparati come territorio e mettere in campo una progettualità generale per il futuro dello stesso, con una serie di proposte che devono caratterizzarlo. Questa proposta che ci sentiamo di condividere con tutti i rappresentanti attuali del territorio e i prossimi che andranno a elezioni in primavera, vuole sostanzialmente coinvolgere tutti i comuni del nostro ambito metropolitano, aprire una franca e serena discussione al fine di trovare proposte concrete da sottoporre poi agli organi competenti con lo scopo di convogliare le risorse per la loro realizzazione su progetti sviluppati da chi il territorio lo vive e ne conosce le peculiarità.
PREMESSA
Sappiamo benissimo che la pandemia, ancora in essere, assorbe molto tempo ai Sindaci, come siamo coscienti dei mille aspetti amministrativi che gli stessi devono affrontare con carenza di risorse sopperita da molta buona volontà ma la Politica non può delegare il proprio ruolo. È proprio nei momenti di difficoltà che occorre saper reagire e guardare avanti con fiducia e soprattutto farsi trovare pronti per ripartire e infondere fiducia anche ai nostri concittadini. Noi crediamo che l’opportunità che abbiamo davanti non può essere sprecata e perciò, molto modestamente, ci sentiamo di fare alcune proposte che naturalmente potranno e dovranno essere ampliate e rinforzate di contenuti tecnici specifici. Naturalmente vi sono alcuni comuni che, pur non rientrando nell’ambito 8, possono e devono partecipare a questa avventura come ad es. Bernate Ticino e Cuggiono o altri paesi limitrofi dell’asta dei navigli.
La nostra lista politica Robecco Futura è consapevole delle enormi capacità e peculiarità che il nostro territorio ha e perciò ritiene che sia giunto il momento che i rappresentanti dei comuni si ritrovino al più presto per dare corpo a questa iniziativa. Una strategia di medio-lungo periodo di cui abbiamo assoluta necessità; una visione condivisa, necessaria per innescare una responsabilità collettiva cittadini-istituzioni territoriali a discapito di interessi di parte e di breve termine. Ci rivolgiamo anche ai cittadini, alle imprese, alla collettività tutta perché i cittadini non possono abdicare al loro ruolo nella politica e anche loro si devono sentire responsabili di questo progetto che riguarderà l’avvenire di tutti. Sartre:” è vero che non sei responsabile di ciò che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei”.
Il Neoministro del Turismo Massimo Garavaglia, uomo del nostro territorio, in un passaggio dell’intervista al Corsera del 20 febbraio u.s. alla domanda:” È utile un messaggio unico per un paese che ha offerte tanto diverse?”, risponde:” non si tratta di rendere tutto uguale, anzi: va valorizzato il territorio, vanno fatti conoscere i tesori locali nascosti anche utilizzando i nuovi media, la Rete…”.
CONSIDERAZIONI GENERALI
La riflessione nasce dall’ultima statistica sulla vivibilità delle città italiane pubblicata dal Sole 24 ore del dicembre 2019, prima che scoppiasse la pandemia che vedeva Milano per il secondo anno consecutivo in testa alla classifica. L’ex metropoli industriale, “grigia, fredda e in decadenza è ora meta turistica e calamita di forze, energie e cervelli, internazionale, aperta e contemporanea”, come ama dire il Sindaco Sala. Un momento magico che vede Milano prima nella categoria affari e lavoro, seconda alla voce ricchezza e consumi, terza per cultura e tempo libero; in più Milano ospita un terzo delle multinazionali del paese e la sua popolazione continua ad aumentare superando la soglia di 1,4 milioni di abitanti. Certo non è tutto oro quello che luccica e per stessa ammissione del suo sindaco, Milano deve ancora risolvere problemi fondamentali quali la lotta all’ingiustizia sociale, alla criminalità organizzata, in particolare lo spaccio di stupefacenti e il degrado delle periferie che, una volta sistemate, vi è la probabilità che si spostino verso l’esterno col rischio che sarà il nostro territorio a diventare la periferia della metropoli a meno che non ci decidiamo ad invertire la rotta come ha fatto Milano nel decennio appena passato. Certo i dati del dicembre 2020 della stessa classifica del Sole 24 ore, dopo un anno di pandemia, vedono Milano perdere competitività e scivolare nella stessa classifica al dodicesimo posto sulla qualità della vita, a partire dagli spazi abitativi e conseguente diminuzione di popolazione che cerca rifugio proprio nell’hinterland milanese.
Ebbene, se è vero che facciamo parte della Città Metropolitana Milanese, dobbiamo avere gli stessi diritti e gli stessi doveri della grande città che ha saputo, nonostante il peggioramento in classifica, rigenerarsi e porsi all’attenzione del mondo intero come città multiculturale di alto livello e come laboratorio per attrarre nuove risorse. E noi invece? Analizzando solo alcuni dati possiamo vedere come all’interno della città metropolitana la nostra zona, ossia l’ambito n. 8 della stessa cui faremo riferimento più avanti, sia rimasta indietro: la popolazione di Milano è aumentata negli ultimi dieci anni fino ad arrivare a 1,4 milioni di persone, ad es. a Robecco, (usiamo il nostro comune come parametro, ognuno lo potrà fare per il proprio) ha perso abitanti fino ad a arrivare al 31/12/2019 a 6805 abitanti (eravamo 6762 nel 2018, un piccolo incremento di 43 persone, dovuto quasi tutto all’aumento di stranieri, in maggioranza donne ossia badanti ma con un ulteriore saldo negativo di meno undici tra nati e morti; i dati al 31 dicembre 2020 registrano ancora una piccola diminuzione rispetto al 2019, posizionandosi a 6.800 abitanti, con un saldo negativo di meno 25 tra nati e morti anche se in parte dovuti al Covid), mentre il piano regolatore prevedeva una crescita della popolazione fino a circa 10.000 abitanti. I prezzi delle case aumentano continuamente a Milano, dove ad es. la ricerca dei bilocali supera del 20% l’offerta, mentre da noi diminuiscono, gli affitti delle case pure, l’occupazione a Milano aumenta mentre nel nostro ambito si va sempre più verso una deindustrializzazione senza precedenti. Crediamo che bastino questi pochi dati per poter affermare che i tempi sono maturi per, prima di tutto, far crescere una cultura metropolitana a tutto tondo con la consapevolezza da parte di tutti i cittadini della stessa di avere pari dignità, pari diritti e pari doveri di quelli di Milano, secondariamente di avere le stesse opportunità, seppur sotto forme diverse di quelle che si sono riversate su Milano. Mentre quasi sempre i diritti sono scontati, i doveri e le opportunità no e allora bisogna assolutamente, come ha fatto la città di Milano, darsi da fare per rigenerare tutto il nostro territorio Magentino-Abbiatense che comprende il nostro ambito 8 con i suoi 28 comuni che la stessa Città Metropolitana classifica come: TERRA DI AGRICOLTURA TRA TRADIZIONE E FRUIZIONE. 360,44 KMQ, 215.784 abitanti, 50.690 addetti (dati al 2017), con un territorio per il 70 % agricolo contro il 2% dell’intera città metropolitana. La città metropolitana conta 133 comuni per un’estensione di 1.575 kmq., con oltre tre milioni di abitanti è la terza area più popolata d’Europa dopo Londra e Parigi, con densità abitativa di 2.062 abitanti per kmq.
A Milano il fermento è evidente e la capacità di realizzazione pure, basti pensare all’ex area Expo, che prevede la creazione di un’eco sistema dell’innovazione, con la presenza di un campus universitario, ossia le sette facoltà scientifiche della Statale, il centro di ricerca pubblico Human Technopole, che a regime prevede 1.200 ricercatori e un grande ospedale come il Galeazzi che fa anche ricerca universitaria, già in fase di costruzione con 600 posti letto e sarà pronto nel 2021. Numeri che fanno spavento solo a citarli ma che stanno trovando posto in un’area che si trova a solo quindici km. da noi in linea d’aria e dopo quattro fermate partendo dalla stazione di Magenta, ossia Rho-Fiera. A questo proposito, Arexpo non sarà più solo Mind, ossia il grande progetto di riqualificazione da un milione di metri quadrati dell’ex area Expo, ma allargherà il suo campo di rigenerazione alle aree dismesse in tutta la Lombardia, dagli spazi demaniali, ai vecchi ospedali, agli edifici abbandonati. A stabilirlo è una legge regionale sulla rigenerazione (come ritorna questo temine) approvata a novembre. Arexpo, società a capitale pubblico, diventerà “la cassetta degli attrezzi” degli enti pubblici lombardi che devono ripensare e quindi rigenerare spazi abbandonati e curare le mille ferite del territorio. Sembra che già molti enti pubblici si siano rivolti ad Arexpò, per rigenerare le aree di cui molti da fuori Milano città. Per non parlare delle riqualificazioni urbane che sono avvenute, stanno avvenendo e verranno fatte, basti pensare alle aree attorno alle storiche stazioni ferroviarie. Ma si sa, ogni medaglia ha il suo rovescio e Milano, prima o poi pagherà, probabilmente, questa scelta milanocentrica e così come è successo negli anni Ottanta, i cittadini di Milano, complice, purtroppo, il Covid 19 venderanno le loro case, che nel frattempo si saranno rivalutate molto e col ricavato della vendita di un semplice appartamento si compreranno una villa all’esterno della cintura della città. Molti non potranno più permettersi di abitarvi, soprattutto i giovani e le famiglie, la città sarà sempre più cara e molti vorranno, anche per scelta e non solo per motivi economici, venire ad abitare fuori per una vita più tranquilla e bucolica. Del resto, questo sta già avvenendo a Parigi, dove il prezzo del successo si sta già pagando. In cinque anni la città ha perso oltre 50.000 abitanti per il prezzo alle stelle delle case e del costo della vita.
Nel discorso di fine anno, il Presidente Mattarella ha chiesto a tutti i cittadini italiani di cambiare passo, se vogliamo ricostruire una vera ripartenza e con Carlo Emilio Gadda che vedeva nel vizio tipicamente italiano il “denigramento di noi stessi”, ha avvertito: ” la fiducia con cui si guarda da fuori al nostro paese, deve indurci ad averne più in noi stessi, per dar corpo alla speranza in un futuro migliore”. Così come ha richiamato una nuova stagione dei diritti e dei doveri, cui tutti dobbiamo sentirci interpreti e soprattutto più spazio ai giovani. Insomma, diciamo noi, un netto bisogno di futuro, di speranza; che esso ci riservi qualcosa di meglio di quel che viviamo nel quotidiano. Per uscire da questa impasse di gestione dell’ordinario, è necessario aver voglia di ridisegnare la vita collettiva e la sua struttura nella composizione sociale ma soprattutto quella urbana che è rimasta nel nostro territorio compressa e decadente: rigenerarsi appunto. Spesso, per problemi umanitari, per sensibilità o per pura carità che quando ci sfugge di mano, parafrasando San Paolo diventa pelosa, giustamente riversiamo molte risorse municipali per andare incontro ai più bisognosi trascurando e riducendo l’attenzione a quello che è il compito della Politica che con coraggio e fiducia deve guardare al futuro; deve avere un afflato ampio e lungimirante. Non possiamo più continuare a trascurare l’aspetto urbanistico delle nostre città e del nostro territorio perché vivere in un contesto salutare, fecondo, bello ( la bellezza è un’arma formidabile di rilancio, a volte i costi sono uguali facendo cose brutte o belle e la bellezza perché sia tale non deve essere meramente soggettiva ma riconosciuta dai più e in particolare dagli esperti) , tecnologicamente avanzato, accogliente e umanamente consono ai valori di civiltà comunemente costruiti in secoli di storia, non può che essere un grande momento di aggregazione e inclusione sociale. L’urbanistica e l’uomo da sempre vanno a braccetto, non possiamo scindere i luoghi in cui viviamo dalla vita che viviamo e perciò dobbiamo assolutamente renderci conto che per avere una nuova vita futura occorre rigenerare il contesto in cui viviamo e diventare attrattivi al fine di generare quella ricchezza, non fine a sé stessa ma quella ricchezza sociale che deve stare alla base di una società solidale e umanamente possibile. Uno dei punti essenziali è il piagnisteo, perché se è vero che i Comuni sono stati in questi anni penalizzati, è anche vero che ci sono a disposizione fondi europei, statali e regionali che non vengono spesi o spesi male. Il Parlamento Europeo ha stanziato 1000 miliardi per i prossimi dieci anni, per l’Italia 4,8 miliardi per il Green Deal Europeo, mentre nella penultima finanziaria ad es., la così detta norma Fraccaro mette a disposizione 500 milioni di euro per i comuni che vorranno investire nelle opere e infrastrutture legate alla sostenibilità ambientale. Una sorta di Green new Deal comunale cui attingere per poter comperare ad es. bus elettrici, e quello di Robecco ad es. ha già parecchi anni, pannelli solari sui tetti, arredi urbani a basso impatto ambientale e sistemi di monitoraggio per il rilevamento delle emissioni, isole ecologiche intelligenti, impianti di illuminazione a led, abbattimento di barriere architettoniche, bonifiche di aree urbane ecc. I finanziamenti verranno assegnati ai comuni in base agli abitanti e vanno da un minimo di 50 ad un massimo di 250,000 euro. Perché allora non approfittarne? A Robecco e d’intorno non c’è nulla da fare? Se teniamo conto, inoltre, dei dettami del Manifesto di Assisi, che intende promuovere un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica, non possiamo più rimanere indifferenti- Perché allora non aderire (già in 1600 tra comuni ed associazioni hanno aderito)? Questo manifesto non è un libro dei sogni ma la concreta possibilità per contribuire, ciascuno nel proprio ambito, al miglioramento sociale e ambientale del nostro paese. Del resto, i cittadini sono ormai, a prescindere del colore politico, molto sensibili a questi temi, tanto che dopo il lavoro vedono nella sostenibilità ambientale il secondo tema più importante per le loro vite. E in più ora che abbiamo il Recovery Fund, non abbiamo più scuse per invertire la rotta.
Un altro tema ci tocca da vicino; non possiamo esimerci dal mettere in conto che saremo sempre più una società multi etnica e anche nella nostra comunità, da una piccola indagine che ognuno può facilmente fare, emerge come vi sia la necessità di lavoratori che svolgano alcune mansioni che i nostri connazionali, che si lamentano a torto del lavoro loro sottratto, mai si adatterebbero a fare; sono mansioni ormai riservate solo agli immigrati come le badanti o i famigli in agricoltura o in certa industria. Se la popolazione straniera in Italia nel 2018 è di 5,255 milioni, dati Istat, pari al 8,7% del totale (Svizzera 25%, Germania 11.7), a Robecco siamo intorno al 4,5%, dati 2019 (340 persone, 148 maschi e 192 femmine, di cui 55 dall’Ucraina, 40 dalla Romania, 24 dal Marocco, 32 Egitto, 14 Equador, 11 Bulgaria, 15 Albania, 12 Moldavia per citare i più numerosi- 357 dati 2020).Se non ci fossero nemmeno questi immigrati saremmo davvero messi male. Per non parlare dell’emigrazione giovanile, di cui non ci si occupa mai che vede nel nostro piccolo più di trenta giovani, che dal 2000 sono a lavorare all’estero, soprattutto laureati che ricoprono importanti incarichi lavorativi. Anche su questo tema non occorre più vivere di slogan e di false percezioni, per non parlare di pregiudizi ma affrontare il problema creando anche nella politica locale le opportunità per avere in futuro mano d’opera qualificata e sempre più integrata. Dobbiamo anche qui scegliere se governarla o subirla.
Ecco allora la dote maggiore della politica, anche quella locale: la lungimiranza di guardare al futuro e intravedere ciò che potrà accadere fra dieci o venti anni, ben sapendo che gli stessi attori che mettono sulla carta questi progetti, a volte rischiano di non vederli realizzati con loro stessi nel ruolo di comando. Non dobbiamo aspettare che la politica nazionale ci dia una mano, ben venga se arriva, ma anche noi abbiamo il dovere di ricordare, prima di tutto a noi stessi, che la somma di comunità ben gestite e amministrate che si aprono al futuro con fiducia, non possono che creare nell’insieme un’Italia e un’Europa migliore.
Il territorio di quest’area è per il 70% della sua estensione utilizzato a fini agricoli, di cui buona parte compresi nell’ambito del Parco del Ticino e Parco Sud che connotano fortemente l’identità di questo territorio; se poi aggiungiamo il sistema Navigli, risulta chiaro che la vocazione di buona parte di questo ambito si trova in una posizione unica da un punto di vista ambientale. Certo non possiamo negare che il nostro territorio abbia subito negli anni alcuni scempi, quali una serie di capannoni dismessi o alcune lottizzazioni disordinate, ma tutto sommato possiamo dire di avere a disposizione ancora una grande fetta di verde e di paesaggi straordinari, modellati dalla sapiente mano dell’uomo che è riuscito nel corso dei secoli a regalarci alcuni monumenti, ville storiche, castelli, molini, ecc., che completano un quadro davvero ricco e unico.
È chiaro che il nostro punto di riferimento era e resta il capoluogo di questa città metropolitana, ossia Milano, e proprio con questa realtà ci dobbiamo confrontare ogni giorno ma non possiamo e non dobbiamo più essere Milanocentrici ma mettere sul piatto della bilancia un PROGETTO per il futuro di questo territorio. PROGETTO che non potrà non tener conto della nuova mentalità cambiata che ha visto nascere il MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA, a cui dobbiamo necessariamente far riferimento, soprattutto per le opere infrastrutturali.

PROPOSTE
AGRICOLTURA. È il pilastro su cui da secoli si fonda questo territorio. Il 70% però del nostro ambito è ancora agricolo e perciò non possiamo rinunciare a questa grande opportunità anche per il futuro. Un’agricoltura moderna, pulita, innovativa, tecnologica che possa far ritornare alla terra, come da altre parti, i giovani. Il dibattito in questo settore è molto aperto a partire dalla ricerca di nuove soluzioni per uno sfruttamento sempre più naturale della campagna. Naturalmente quando parliamo di agricoltura, non pensiamo solo al duro lavoro della campagna ma a tutta una serie di attività complementari, come le aziende di trasformazione, casearie, ortofrutticole ecc. Dobbiamo accompagnare questo processo al fine di rendere l’agricoltura, oltre che competitiva, sana ed economicamente trainante.
PIANI GENERALI DEL TERRITORIO. Crediamo che questi strumenti di programmazione siano ormai superati dagli eventi, dalla situazione generale e pressante del sistema climatico, e dalle nuove leggi in itinere sul consumo del suolo, dalla deindustrializzazione, dalla denatalità ecc., ci portano a pensare che sia giunta l’ora di arrivare al superamento dei singoli piani generali del territorio e parlare con una sola voce comprensoriale, nel nostro caso l’ambito 8. Per fare un esempio concreto perché non recuperare al lavoro le strutture EX SAFFA o SILTAL o IGAV, o AMETEK CIARAMELLA, evitando la costruzione di nuovi capannoni, supermercati ecc. e preservare il resto del territorio circostante adibendolo ad altre attività che permetterebbero di attrarre nuovi abitanti? Una volta ci si trasferiva in determinati luoghi perché vi era il lavoro, ma ora non è più solo così, anche se in parte ancora vero ma le nuove generazioni soprattutto scelgono di far crescere i loro figli in ambienti puliti, ecologicamente avanzati, tecnologicamente ben serviti, con servizi adeguati e di qualità, moralmente e civilmente sani ( a questo proposito dobbiamo avere un’ attenzione particolare alle nuove mafie che stanno intaccando sempre più i nostri territori con mezzi nuovi e sofisticati), prestandosi piuttosto a viaggiare ben sapendo che al ritorno trovano un ambiente conforme ai loro principi di vivibilità. Tutto ciò spinto da un irreversibile modo di lavorare che consacrerà sempre più lo smart-working.
UN NUOVO MODO DI ABITARE. Perché non sfruttare il così detto housing sociale, tra l’altro finanziato in modo massiccio dalla Fondazione Cariplo, per attrarre nuove famiglie giovani? Solo con l’innesto di giovani famiglie potremo guardare con serenità al futuro. Perché non recuperare l’immenso patrimonio edilizio inutilizzato che da secoli i nostri cortili offrono come sapiente modo di vivere in comunità? Basta pensare, ad es., all’opera positiva e protettiva che i nostri cortili con i loro spazi vitali hanno e continuano ad effettuare durante la pandemia. Contesti abitativi che privilegino la socializzazione, dove bambini e adulti si ritrovino in spazi a loro disposizione e dove si favorisca la sicurezza e la protezione. Nelle nuove costruzioni, in particolare, si dovrà tener conto anche di esperti di criminologia, perché questo permetterebbe di tener sotto controllo da parte di tutti il contesto in cui si vive a scapito della criminalità che purtroppo non sparirà mai. Occorre inoltre intervenire per premiare il recupero del patrimonio esistente, con incentivi ad ogni livello (le persone non ristrutturano e abbandonano i vecchi cortili e caseggiati perché costa di più ristrutturare che costruire ex novo, dando così spazio alla speculazione edilizia e soprattutto alla sottrazione di ulteriore verde).
INFRASTRUTTURE. Non possiamo non partire da due situazioni ormai quarantennali e oltre, per ribadire che sono opere necessarie e indispensabili per il nostro territorio, ossia: il raddoppio della Milano Mortara e la strada di collegamento Vigevano-Malpensa. Mentre la prima è quasi scontata e tutti sono d’accordo (si tratta solo di farla), la seconda ha creato negli anni forte contrapposizioni tra i NOTANG composta da una minoranza che ha caparbiamente difeso il proprio orticello senza proporre soluzioni alternative valide, e una maggioranza, SITANG formata dalla stragrande maggioranza dei cittadini che ha sempre però accettato progetti forniti da ANAS che, non solo sono superati dai tempi ma hanno il vizio di deturpare il territorio in modo violento. IN MEDIO STAT VIRTUS e perciò non è possibile trovare una soluzione che contempli le due posizioni? Del resto il nuovo ministero della Transizione Ecologica non permetterebbe più la riproposizione di una superstrada come quella progettata da ANAS e perciò crediamo che con un ridimensionamento e riutilizzo di strade esistenti, oltre a tratti nuovi, costruiti con i sacri crismi, con piste ciclabili a fianco, con aree vincolate attorno al fine di non deturpare con nuove costruzioni (ora non c’è più il problema dei soldi), si possa trovare e risolvere una situazione che ormai ha del tragicomico. Questa strada di collegamento è per noi vitale se vogliamo che il nostro territorio non soffra ulteriormente e possa rilanciarsi.
METRO’. Un altro aspetto cui dovremo tener conto sarà il collegamento con il capoluogo. Dovrà essere veloce e senza l’utilizzo, possibilmente, di automobili. Una metropolitana che arrivi fino a Magenta da una parte e Abbiategrasso dall’altra potrebbe risolvere questo problema. Del resto, questi prolungamenti sono già previsti, in particolare quello fino a Magenta. Le nuove generazioni, le nuove famiglie che decideranno di venire ad abitare il nostro territorio, dovranno avere però la possibilità di raggiungere il capoluogo in un tempo accettabile, per poter usufruire di tutti quei servizi che solo la città capoluogo può offrire.
PISTE CICLABILI. Non siamo all’anno zero (vedi progetto MIBICI), ma dobbiamo ancora fare moltissimo per collegare i vari paesi tra di loro e i vari paesi con il capoluogo. Dobbiamo creare una rete ciclabile, una sorta di ragnatela che permetta di raggiungere facilmente in bicicletta i posti di maggior frequentazione, come gli ospedali, le scuole, i supermercati, i mercati rionali, i centri storici ecc. Altro aspetto è poi la tenuta di queste ciclabili che spesso sono considerate, una volta fatte, le cenerentole della manutenzione.
URBANISMO TATTICO. Ovvero micro-trasformazioni da effettuare all’interno di ogni singolo comune, attraverso interventi promossi “dal basso”, tendenti a trasformare aree situate in quartieri o centri storici. Aree che da parcheggi diventano pedonali, ciclabili, spazio giochi o piazze di aggregazione, attraverso il semplice utilizzo di vernici colorate e di fantasia. A Milano vi sono già esempi di questo tipo molto ben riusciti; perché non poterli effettuare anche nei nostri comuni?
GESTIONE RIFUTI - ECONOMIA CIRCOLARE. Abbiamo nel Magentino-Abbiatense ben tre società che si interessano alla loro gestione comprendendo ciascuno una serie di comuni, a volte vicini a volte lontani. Ogni comune conferisce poi servizi differenziati, a volte pochi, che non portano ad una razionalizzazione ottimale dei costi. A.S.M. a Magenta partecipata da 10 comuni, A.M.A.G.A. ad Abbiategrasso, IL CONSORZIO DEI COMUNI DEI NAVIGLI di Albairate, 22 comuni. Salvo qualche comune, la maggioranza dei comuni fanno parte dell’ambito otto della nostra città metropolitana. E allora perché non creare una singola azienda per la gestione dei rifiuti (oltretutto già da anni auspicata dal legislatore)? Noi crediamo che in questo caso il “piccolo è bello”, non funzioni. Solo con un’adeguata struttura si potrà in futuro affrontare con economie di scala e di scopo la concorrenza in un settore che è sempre di più in espansione e soprattutto potrà avere per i comuni stessi interessanti ritorni economici.
SMART LAND. Significa letteralmente territorio intelligente con una particolare attenzione alla coesione sociale, alla creatività, alla conoscenza, alla libertà di movimento, all’utilizzo sapiente delle risorse territoriali, all’accessibilità. È con l’ausilio di politiche condivise e diffuse che si occupino, fra le altre cose, di natura, storia, architettura e di un adeguato piano urbanistico che si aumentano la competitività e la bellezza allo scopo di trasformare un territorio da ordinario ad attrattivo. Un luogo dove le diverse identità territoriali sono in grado di esprimersi al meglio perché valorizzate da un’offerta di tematiche, mappature e percorsi avanzati che promuovono e valorizzano sotto tutti i punti di vista il suo valore. Non è forse quello che fa al caso nostro? Ambiente, artigianato, cultura, economia, architettura, produttività, gestione dei rifiuti, riduzione del traffico privato, ecc. possono integrarsi tra di loro per creare un nuovo modello di sviluppo a misura d’uomo che parta dalla cultura dei luoghi, dalle loro specificità, dai saperi tramandati dalle passate generazioni per approdare alla creazione di nuovi laboratori di idee che si mettono in sinergia a partire dalle Start Up e dai giovani.
E proprio ai giovani dobbiamo lasciare spazio, perché il Next Generation EU è rivolto proprio a loro. Mentre normalmente i fondi europei vengono gestiti da coloro che detengono il “potere”, è bene che in questo caso si ribalti il concetto, utilizzando il modello di soccorso che si usa in ogni guerra, e con la pandemia siamo in guerra: reclutare nuove forze, ossia i giovani. Già è stato scandaloso lasciar partire molti giovani oltre i confini nazionali dopo averli fatti studiare; un’energia vitale che ha tra l’altro trovato spesso all’estero riconoscimenti e soddisfazioni. Non sciupiamo anche questa occasione. I giovani portano entusiasmo, freschezza, competenze al passo con i tempi. Coinvolgiamo perciò i giovani in questo progetto, naturalmente sotto la direzione di persone sagge ed esperte; ciò porterebbe i giovani a ritrovare fiducia nelle istituzioni e magari far rientrare in Italia qualche giovane cervello in fuga. In ogni comune del nostro ambito vi sono tanti giovani preparati, laureati, che potrebbero dare un contributo fondamentale per la tutela e la valorizzazione del territorio. E i giovani però, a fronte di una fiducia piena, non potranno, come in guerra, sentirsi estranei e dovranno far sentire la loro voce, quella voce che da molti anni manca sulla scena politica locale e nazionale.
Ci potrebbero essere moltissimi altri esempi da sottoporre all’attenzione, ma crediamo che questi siano sufficienti per capire che direzione dovrebbe prendere il nostro ambito, ossia la creazione di uno scrigno, l’ambito 8 appunto che con una sua caratteristica e peculiarità che riassumiamo per brevità in “QUALITA’ DELLA VITA”, diventi naturalmente, il grande polmone della Città Metropolitana, ossia il suo PARCO, non in senso giuridico ma de facto perché offre agli abitanti ed ai turisti che vengono a Milano, un luogo da visitare al pari del Duomo, il Cenacolo ecc., e da vivere dove la natura fa da padrone e dove il relax, la lentezza, la contemplazione che è sempre abbinata alla meditazione, diventano i cardini portanti per le future generazioni ( un parco come a Vienna o Berlino per fare degli es., dove questo concetto è già stato assorbito, mentre da noi manca ancora questa concezione, con il rischio concreto che non venga interiorizzato dai cittadini). Un turismo lento, non invadente, che può trovare nei nostri luoghi l’alternativa alla città e tutto ciò che la città non può dargli. Insomma, un luogo da invidiare, un posto dove voler vivere, e soprattutto un posto sicuro in tutti i sensi (ricordiamo che a memoria d’uomo nei nostri comuni non sono mai successi grandi catastrofi ambientali e con i cambiamenti climatici questo è un valore aggiunto non da poco).
Dopo la creazione del Parco del Ticino, del Parco Sud e del Sistema Navigli Lombardi, scelte lungimiranti sollecitate dalla partecipazione popolare e adottate da una politica del buon senso e da un’operosità tutta lombarda, quando ancora non si parlava di emergenza climatica, siamo convinti che occorra, partendo da tutto ciò che di buono è stato fatto, continuare in questa opera di salvaguardia e di rilancio del territorio, per dare l’opportunità a noi ma soprattutto alle future generazioni di non trovarsi tra qualche anno spiazzati. Le persone che hanno saputo nel tempo preservare il patrimonio ambientale che viviamo non possono essere tradite e a noi tocca il compito di continuare la loro opera con l’occhio che guarda al futuro. Al nostro territorio non manca niente, dobbiamo solo avere il coraggio di “sfruttarlo”; ne sarà ben felice. Del resto, ormai da anni si assiste ad una continua ricerca e valorizzazione dei borghi più belli d’Italia e caratteristici, e nella nostra zona già due sono entrati in questa classifica: ossia Cassinetta e Morimondo. Ora anche il Corriere della Sera ha cominciato un’interessante iniziativa che si chiama LA NARRAZIONE DEL PAESE NASCOSTO, per la riscoperta e la segnalazione, anche all’estero, di tutti quei borghi e cittadine che meritano di essere segnalate per le loro caratteristiche storiche e ambientali, oltre che per la loro originalità (www.corriere.it/bello-italia/luoghi-da-scoprire); il concorso era valido fino a febbraio ma verrà ripetuto anche il prossimo anno, perché questo è il quinto. Un’altra opportunità da non perdere.
Del resto, diversi Sindaci ed ex Sindaci anche di città importanti hanno sottoscritto un appello affinché i fondi europei non vengano gestiti solo dallo stato centrale e chiedono che la rinascita dell’Italia parta dal basso, dalle città, dalle comunità urbane, dalle loro amministrazioni:” Le città sono il luogo in cui si attuerà o meno il nuovo sviluppo sostenibile, per ridurre le disuguaglianze e aumentare il benessere sociale. Il tutto in coerenza con gli indirizzi di sostenibilità dell’Agenda ONU 2030. I Sindaci dovrebbero rivendicare perciò una maggiore possibilità di spesa e riattivare una sana e fattiva sinergia fra loro. La crisi attuale richiede la capacità di elaborare progetti con una dimensione territoriale e un’economia di scala più ampie”.
CONCLUSIONI E PROPOSTA OPERATIVA
Quanto esposto è la nostra visione per un futuro auspicabile per il nostro territorio e da cui non si potrà prescindere se vogliamo salvaguardare il futuro dei nostri giovani, consegnandogli un ambiente migliore di come le ultime generazioni lo hanno ridotto. Non sarà un cammino facile e neppure rapido; prima avviamo questa impresa e meglio sarà per tutti. Non possiamo più perdere tempo. Chi agisce senza uno sguardo al futuro, non solo progredisce, ma rischia seriamente di tornare indietro.
Proponiamo che i Comuni di riferimento dell’ambito 8 – Magenta, Abbiategrasso, o qualunque istituzione intenda farsene carico – agiscano da catalizzatori e organizzatori di questa iniziativa al fine di rendere operativa la nostra proposta, se considerata meritevole di attenzione.
Proponiamo di conseguenza che venga convocato al più presto un tavolo di lavoro per formulare una mozione che contenga i punti cardine sui quali lavorare e l’organizzazione da approntare (un referente politico, possibilmente giovane e un tecnico per ogni comune, oltre la sede di ritrovo). Questa mozione sarà successivamente da proporre in ogni consiglio comunale del Magentino-Abbiatense per la sua approvazione.
Per ROBECCO FUTURA – Dario Tonetti

sabato 23 gennaio 2021

ROBECCO-MAGENTA: IL TRIANGOLO DELLE BERMUDA DI CASA NOSTRA

  



ROBECCO-MAGENTA: IL TRIANGOLO DELLE BERMUDA DI CASA NOSTRA

 

Leggiamo da un post dell’Assessore magentino Laura Cattaneo: “Finalmente grazie alla buona intesa tra i due comuni, in data odierna è stata programmata l’asfaltatura dello svincolo Magenta-Robecco, molto pericoloso e oggetto di diatriba fin dagli anni ’60. I due comuni agiscono in accordo, in situazione di alta emergenza, dopo di che proseguiranno gli accertamenti presso le dovute sedi, per stabilire gli esatti confini di competenza.” 

 

Siamo contenti che le voragini che si erano formate saranno chiuse e che finalmente dopo 60 anni si deciderà a quale comune appartiene quel pezzo di strada. Tipico esempio di cattiva amministrazione italiana in generale, dove spesso e volentieri gli espropri di qualunque genere rimangono solo sulla carta senza essere definiti correttamente, finché arriva al dunque solo dopo diversi decenni. Di casi del genere ve ne sono più di uno in ogni comune; situazioni che languono in secula seculorum, lasciando purtroppo alcune aree degradate, anche nei centri storici – da noi già segnalate a Robecco – che potrebbero invece essere ritrasformate in arredo urbano a misura di cittadino. Nessuno però sembra interessarsi a queste situazioni croniche, mentre le amministrazioni che si sono succedute hanno sempre fatto buon viso a cattiva sorte e continuano a farlo.

 

Ritorniamo però all’argomento che più ci sta a cuore per la sua oggettiva pericolosità, ossia l’incrocio in strada per Magenta. Mentre si esalta Il fatto che si asfalti un pezzo di strada, cosa di normale amministrazione nonostante le decennali diatribe su questi 100m totali di asfalto, si non si parla invece del VERO PERICOLO, ossia l’incrocio che dagli anni 60 in poi ha causato una pletora di incidenti, anche mortali. Un “triangolo delle Bermuda nostrano” (tre strade che si incrociano in strane intersezioni), dove gli incidenti paiono avvenire inesorabilmente, a prescindere dalla precauzione di chi lo attraversa. Segno evidente che vi è un’oggettiva pericolosità che deve essere risolta con altri mezzi, non con semplici cartelli 50 all’ora e segnali di stop. 

 

OCCORRE UNA ROTONDA, fatta piuttosto con mezzi rudimentali come bidoni pieni di acqua colorati o altro materiale poco costoso ma efficace: in questo caso non guardiamo all’estetica ma alla sostanza. E occorre FARLA SUBITO, non aspettare altri incidenti e – speriamo di no – morti. I comuni di Robecco e Magenta intervengano direttamente, oppure facciano pressione su ANAS, mettendola in mora nel caso dovesse accadere un altro incidente. ANAS non può mettersi la coscienza a posto per aver messo due cartelli, o aspettare la famosa tangenziale per sistemare definitivamente la questione, quando sono passati 50 anni e molte morti. Queste sono ingiustizie cui occorre ribellarsi e i Comuni e chi li rappresenta hanno il dovere di farlo, pena essere complici di questa situazione.

 

Esistono negli archivi comunali diverse mozioni e interpellanze su questo argomento, fatte sia dalla nostra lista Robecco Futura che dalle liste di opposizione precedenti di cui facevano parte persone che da anni stanno amministrando il nostro comune. L’amministrazione pro-tempore – a volte per colpa di nessuno – si trova di fronte a situazioni improcrastinabili che vanno risolte, a prescindere dal programma elettorale con il quale ha vinto le elezioni. A volte perché la legge lo impone – vedi bagni e accessi per disabili nei cimiteri – a volte perché dettato da un oggettivo stato di pericolo incombente giornaliero di fronte al quale non ci si può sottrarre. 

 

TRASFORMIAMO IL PERICOLOSO TRIANGOLO DELLE BERMUDA DI CASA NOSTRA IN UNA PROVVISORIA ROTONDA CHE SALVI LA VITA DELLE PERSONE. Oppure dobbiamo aspettare altri 60 anni?

 

ROBECCO FUTURA

lunedì 7 dicembre 2020

Manovra di Bilancio: idee e proposte in sintonia con la svolta dell'Europa per lo sviluppo



 Venerdì 11 dicembre alle ore 18,30, il Partito Democratico dell'Est Ticino, torna a discutere di temi economici oggi al centro dell'attività politica per rispondere alle necessità di cittadini, commercianti e imprese colpiti dalla crisi economica generata dall' emergenza sanitaria in atto.

Lo faremo con una nuova diretta sulla pagina PD Robecco sul Naviglio e condivisa dai circoli PD dei comuni della zona Est Ticino insieme al Circolo PD Porta Romana di Milano.

Una diretta che si pone in continuità con le precedenti dirette già organizzate in stretta collaborazione con il Dipartimento Banche, Fisco e Finanza del PD Milano Metropolitana coordinato dalla Dottoressa Alessia Potecchi.

Al centro della nostra discussione e approfondimento ci saranno gli ultimi decreti Ristori varati a sostegno delle attività colpite dalla pandemia, la prossima Manovra di Bilancio in discussione proprio in questi giorni in parlamento e la tanto attesa Riforma Fiscale.

Ospiti di eccezione con cui affronteremo le tematiche sono: Alessia Potecchi, Responsabile Dipartimento Banche Fisco e Finanza PD Milano Metropolitana, Giorgio Benvenuto, Presidente Commissione Istituto Nazionale Tributaristi per la Riforma Fiscale, e il Sen. Franco Mirabelli Vicepresidente Vicario del Gruppo PD del Senato.

Presentazione della serata sarà a cura di Leonardo Bonfiglio, segretario del PD Magentina Abbiatense Est Ticino e moderata da Sergio Sinigaglia del coordinamento di Circolo PD Robecco.

Vi aspettiamo tutti quindi venerdì 11 dicembre alle ore 18,30 sulla Pagina Facebook PD Robecco sul Naviglio, dei Circoli PD dell'Est Ticino e del Circolo PD Porta Romana di Milano.

Vi aspettiamo! Non mancate... 


mercoledì 2 dicembre 2020

IL FASTIDIO VERSO LE MINORANZE

Foto Morguefile ARWilliams

 

IL FASTIDIO VERSO LE MINORANZE


Occorre ricordare, fa sempre bene, che l’humus su cui si basa la democrazia, all’interno di una qualsiasi comunità, europea, nazionale o comunale come la nostra, è la libertà di pensiero, il contraddittorio e soprattutto la possibilità di esprimere liberamente le proprie opinioni. In una democrazia in cui esistono, giustamente, maggioranze e minoranze, non solo deve essere possibile ma auspicabile che queste due posizioni si confrontino anche a volte aspramente per il raggiungimento del bene comune.


Nessuno vuole mettere in discussione che chi ha vinto le elezioni, nel caso di Robecco con ampio vantaggio e merito, debba per prima cosa rispondere al proprio elettorato e perseguire il programma politico che ha portato la formazione alla vittoria ma altrettanto nessuno può mettere in discussione la possibilità per le opposizioni consiliari di portare all’attenzione della maggioranza le sue opinioni, ovvero le proposte dei suoi programmi politici che, come le proposte della maggioranza, vertono al miglioramento della vita dei cittadini, al perseguimento del bene comune e a combattere le ingiustizie. Infatti, mentre è difficile perseguire la giustizia, è molto facile incrociare le ingiustizie.


Per fare un esempio concreto, nell’ultimo consiglio comunale abbiamo sollevato alcune questioni che riguardano i cimiteri, in particolare suggerendo proposte che migliorerebbero l’accessibilità degli stessi da parte dei disabili. Pensavamo semplicemente all’esecuzione di tratti cementati che conducano dall’ingresso ai vari colombari; non è semplice muoversi in carrozzina su un fondo di ghiaietto. Questa è una forma di ingiustizia nei confronti dei disabili che andrebbe sanata al più presto anche perché lo vuole la legge. Segnalavamo, inoltre, le condizioni pietose in cui versano alcuni punti del cimitero e la necessità di migliorare la raccolta differenziata poiché (anche per colpa degli utenti) nei cassonetti si trovava di tutto. Caliamo un velo pietoso sulla situazione dei servizi igienici; quello di Robecco indegno di un paese civile, quello di Casterno richiede almeno una ristrutturazione che tenga conto anche delle esigenze dei disabili. Apprendiamo con soddisfazione che l’amministrazione sta già operando degli interventi e sarà nostra cura valutarne l’efficacia.

Segnalavamo, infine, alcune innovazioni per Robecco ma già ampiamente adottate in altre comunità: l’installazione di un impianto fotovoltaico per alimentare le lampade sulle tombe ed eliminare o ridurre il balzello annuo e la realizzazione di una app attraverso cui è possibile individuare la posizione della tomba cercata anche se può apparire di scarsa utilità per cimiteri piccoli come i nostri. Ovviamente non è indirizzata verso i parenti più stretti che non ne hanno certo bisogno ma verso chi, per motivi vari quali ad esempio la lontananza, non ha l’informazione necessaria. Consideriamo inoltre che i viali non hanno indicazioni per cui ottenere l’informazione per telefono risulta problematica.

La prima proposta è stata scartata da precedenti valutazioni economiche mentre per la seconda ci sentiamo rispondere, con uno discorso di alto valore etico e morale ma che nulla ha da condividere con la nostra richiesta: “basta andare in comune per avere le informazioni”. Peccato che spesso le persone al cimitero ci vanno la domenica e gli uffici sono chiusi ma se anche fossero aperti, come farebbe l’interessato a trovare il proprio defunto? Verrebbe accompagnato dall’impiegata dello stato civile? Assumendo che la situazione cimiteriale sia attualmente gestita da sistemi informatici sarebbe relativamente semplice realizzare quanto proposto.


Per concludere quando interpellammo il Sindaco per sapere a che punto è la realizzazione della ciclabile per Magenta, ci sentiamo rispondere che l’obiettivo dell’interpellanza è di far continua polemica e poter rivendicare meriti che non ci appartengono. No, non è come pensa sig. Sindaco; a noi i meriti non interessano ma i risultati si. La nostra intenzione, dunque, era sollecitare quest’opera per noi primaria e portare a conoscenza della comunità l’iter del percorso procedurale.


Concludendo, prenda coscienza sig. Sindaco che quando le opposizioni fanno le proposte, non lo fanno per darsi visibilità o per dimostrare di essere più brave della maggioranza o per metterla in difficoltà ma per svolgere un ruolo di stimolo e controllo dell’operato di chi amministra. Venisse meno questo contesto, si rischierebbe il degenerare della democrazia. Ci sembra invece che il Sindaco Barni, complici imperterriti e zitti i suoi consiglieri comunali sia infastidito del ruolo svolto dalle opposizioni. Evidentemente pensa che il consenso elettorale avuto basti per trasformare il Sindaco in Sovrano.


ROBECCO FUTURA

domenica 22 novembre 2020

TRA LA DECRESCITA FELICE E LA CRESCITA INFELICE, NOI SIAMO PER LA CRESCITA FELICE.

foto: Morguefile Pellinni

 

CITTA’ METROPOLITANA – AMBITO 8 - MAGENTINO-ABBIATENSE


TRA LA DECRESCITA FELICE E LA CRESCITA INFELICE, NOI SIAMO PER LA CRESCITA FELICE.


La pandemia, volenti o nolenti ha cambiato e cambierà per sempre alcuni aspetti della vita quotidiana, a partire da alcuni comportamenti prima impensabili, dallo smart-working, alla DAD, alla sanità ecc. Oltre a questo vi è stato senz’altro un forte cambio di mentalità relativamente alla filosofia di vita di ciascuno, specialmente nei giovani, riguardo ad esempio al rapporto con la natura ed il clima (merito anche di Greta Thumberg), al riciclo dei prodotti, agli imballaggi con il minor utilizzo di plastica, alle fonti di energia rinnovabile, mezzi pubblici e sistemi di sharing, ai comportamenti individuali, ai mezzi di trasporto, alle infrastrutture (ad es. la nostra tangenziale o il raddoppio della ferrovia Vigevano-Milano). Nella ricerca “Milano sostenibile – 4° osservatorio sullo stile di vita dei milanesi”, risulta che l’83% dei cittadini (90% dei 18-24enni) giudica necessario, dopo l’emergenza sanitaria modificare il proprio stile di vita rendendolo sostenibile. Anche il Forum regionale appena aperto, per bocca del suo presidente Attilio Fontana e dell’assessore all’ambiente Raffaele Cattaneo, ribadisce che: “la sostenibilità è un elemento che favorisce lo sviluppo, in quanto migliora la qualità della crescita, e perciò vogliamo seguire la via dello sviluppo, lo sviluppo sostenibile e non la decrescita felice.”

Questa consapevolezza da parte di cittadini ed istituzioni (ci voleva il COVID?), porta anche noi, miseri cittadini della città metropolitana, Magentino-Abbiatense, a riflettere sugli stessi argomenti con i quali si sono confrontati gli abitanti della città, a partire da ogni realtà comunale. Non abbiamo sentore che questo modello di programmazione sia all’ordine del giorno della nostra Giunta di Robecco, e perciò lo proponiamo noi di Robecco Futura, con l’invito di sedersi attorno ad un tavolo e cominciare a ragionare, maggioranza e minoranze, su problematiche che sembrano più grandi di noi, ma che invece toccano la vita di tutti i giorni e alla fine sono il succo della politica. Anche la Comunità Europea, ha partorito il New Generation E.U. (Recovery Fund è un termine brutto e non incisivo), proprio perché si rivolge alle nuove generazioni ed al loro futuro, ed è giusto che sia così.


Ora, nel nostro consiglio comunale siedono molti giovani, istruiti e preparati, sicuramente sensibili a questi temi. Facciamo loro un appello, perché riflettano e prendano coscienza che tocca a loro, assieme agli altri giovani, naturalmente assieme ai matusa, agli esperti, ai filosofi e tutti coloro che possono servire questa causa, costruire il loro futuro e quello dei loro figli. Il nostro ambito n. 8 Magentino-Abbiatense nella città metropolitana ha moltissime potenzialità, purtroppo inespresse a causa di una politica a corto raggio e frammentata, che merita di essere rivalutato, rigenerato e progettato: cosa vogliamo essere e fare da grandi?


Il nostro è un appello forte ai giovani consiglieri, e a tutti i giovani che hanno a cuore il futuro di Robecco e del territorio, perché si ribellino ad una politica del giorno per giorno meramente amministrativa, ed alzino lo sguardo al di sopra delle penose contrapposizioni di parte, perché qui c’è in gioco non c’è lo scranno, ma il futuro. Occorre far sobbalzare dentro di voi l’orgoglio del desiderio di partecipare a un nuovo mondo pieno di possibilità e di aspettative. L’osare e la passione sono i mantra che sostengono la politica, la rassegnazione è la sua morte. Noi di idee ne abbiamo tantissime e non aspettiamo altro di poterle confrontare apertamente e sinceramente con tutti voi. Se ci siete battete un colpo.


Chiudiamo con l’appello di Papa Francesco, chiamato Patto di Assisi, rivolto ai giovani che da tutto il mondo lo hanno seguito in streaming (solo a Robecco non si riesce SIC): “La gravità della situazione esige una presa di coscienza di tutti. E Voi non potete restare fuori da dove si generano il presente e il futuro. O siete coinvolti o la storia Vi passerà sopra. Cari giovani, economisti, imprenditori, lavoratori e dirigenti d’azienda, è tempo di osare il rischio di favorire e stimolare modelli di sviluppo, di progresso e di sostenibilità, in cui gli esclusi diventino protagonisti”.

domenica 1 novembre 2020

ROBECCO FUTURA SALUTA IL SUO EX-SINDACO SANDRO BERTOLINI

 




ROBECCO FUTURA SALUTA IL SUO EX-SINDACO SANDRO BERTOLINI


Si, tocca a noi, politicamente, dare il saluto a Sandro, perché, ne siamo certi, era uno di noi.


Quando si diventa Sindaco, si è il Sindaco di tutti; questo è il presupposto basilare perché la democrazia e la convivenza civile possano coesistere e fare comunità, ma l’appartenenza politica non deve mai venire meno, e per Sandro non è mai venuta meno. Questo è il primo insegnamento che ci ha lasciato; Sindaco di tutti ma schierato dalla parte che rappresentava i suoi ideali di uomo di sinistra, cui teneva e sapeva difenderli molto. Dal 1995 al 1999, nei quattro anni, anziché cinque, del suo mandato amministrativo, l’unico della storia repubblicana, Sandro è riuscito a fare cose che hanno lasciato il segno nel futuro di Robecco; due per tutte la mini-circonvallazione e il Piano Navigli con Borgo Archinto. Ed ha potuto farlo, e questo il suo secondo insegnamento, perché ha saputo circondarsi di persone valide e ha dato loro la possibilità di lavorare. Certo sono state fatte molte altre opere, che non stiamo ad elencare perché bastano quelle citate, che hanno permesso a Robecco di guardare al suo futuro e a quello di tutto il territorio.

Sandro aveva un grande rispetto per i politici, ma soprattutto per la Politica, quella che incarna in se una visione alta, che contribuisce alla crescita sociale ed economica, che è coraggiosa, che non ha paura di fare le cose nelle quali si crede, anche a costo di perderci. L’altra sua caratteristica, e questo è il terzo insegnamento, era quella di essere un uomo del popolo. Sandro, pur tenendo sempre ben distinto la figura di Sindaco da quella personale (per parlargli dovevi andare in comune), era un noto frequentatore del Circolino, amava mischiarsi, gran giocatore di scopa liscia, sicuramente uno dei più bravi.

Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di frequentarlo, soprattutto chi ha lavorato con lui come assessore o consigliere comunale, non può che essere orgoglioso di averne condiviso il mandato, un mandato breve ma intenso, che rimarrà nella storia di Robecco.

Salutiamo Sandro, Uomo e Sindaco; siamo certi che continuerai a battagliare con noi per un mondo migliore e per il bene di Robecco, cui eri tanto affezionato. Noi cercheremo, anche nel tuo ricordo, di fare del nostro meglio.


ROBECCO FUTURA

venerdì 9 ottobre 2020

Mettiamo il futuro in agenda

 


 Il Partito Democratico, dell'Est Ticino, torna a discutere sui temi economici come motore della ripresa, coinvolgendo un componente autorevole del Ministero Economia e Finanza come il Sottosegretario Pier Paolo Baretta e Alessia Potecchi Responsabile del Dipartimento Banche Fisco e Finanza del PD Milano Città Metropolitana. 

La diretta sarà visibile martedì 13 ottobre sulle pagine Facebook dei circoli di zona dalle ore 18,00. A condurre l'intervista per partito locale ci saranno Andrea Gillerio Segretari del Partito Democratico di Abbiategrasso e Sergio Sinigaglia del Coordinamento PD Robecco sul Naviglio.

martedì 29 settembre 2020

UN NUOVO PIANO URBANO DEL TRAFFICO

 


UN NUOVO PIANO URBANO DEL TRAFFICO

Fra i vari spunti che l’emergenza Covid 19 ci pone davanti, il ripensamento della mobilità e dell’urbanistica delle nostre città e nei borghi è uno dei più significativi.

Le costrizioni dovute al covid hanno aperto la strada allo smart-working, al recapito dei beni di consumo a casa, all’utilizzo di mezzi alternativi come i monopattini, le biciclette assistite ecc. Tutto ciò comporta, a nostro modo di vedere, una revisione della mobilità generale e di quella locale, a partire da come muoversi all’interno della propria città o borgo e di collegamento con le altre realtà del territorio.

Abbiamo già affrontato questo problema, relativamente alle piste ciclabili, dove è in atto a livello metropolitano una grande rivoluzione che dovrebbe portare, attraverso una ragnatela di piste ciclabili collegate tra di loro, a collegare l’hinterland con la grande città e con se stesso. Ma ciò non basta. Occorre che ogni comune si doti di un Piano Urbano del Traffico moderno ed efficiente che tenga conto delle nuove prospettive e dei nuovi mezzi di spostamento e dei nuovi collegamenti.

Il nostro comune, ci risulta che abbia un Piano Urbano del Traffico ormai datato che sarebbe ora di rivedere e adeguarlo alle nuove esigenze. Vi sono, infatti, alcune situazioni, sia nel centro che nelle frazioni, che andrebbero assolutamente sistemate; per altro problematiche ataviche, spesso evocate dai cittadini stessi che risiedono in certe zone. Ad esempio, perché non fare sensi unici nel centro della frazione di Casterno e Castellazzo con contestuali piste ciclo-pedonali vista l’assenza, in alcune zone, di marciapiedi? Oppure liberare alcuni passaggi che impediscono una miglior circolazione. Oppure sistemare una volta per tutte la Ripa Naviglio? Adottare una segnaletica chiara e dei sensi unici che mettano al riparo i pedoni, i ciclisti e gli avventori dei bar. Perché non mettere in pratica dei percorsi ciclabili da fare in tutta sicurezza, che colleghino il centro con le frazioni e le frazioni tra di loro senza scendere dalla bici? Perché non mettere dei rallentatori seri e duraturi o delle chicane che permettano un attraversamento del paese in modo più sicuro? Perché non intervenire su quel maledetto incrocio situato sulla strada per Magenta che ancora qualche giorno fa ci ha regalato un altro, per fortuna non mortale, incidente? Per non parlare delle strisce pedonali che non si vedono, che mancano e che nuocciono in alcuni punti? O di alcuni punti inibiti ai disabili, poco accessibili o per niente accessibili come per salire sul ponte carraio? Oppure il posizionamento di telecamere?

Come vedete gli argomenti non mancano e questi sono solo pochi esempi relativamente ad un problema che riteniamo possa influire, se studiato e applicato in modo professionale, in maniera positiva sia sulla salute che sulla soprattutto decantata sicurezza, di cui la nostra Giunta, giustamente, va sbandierando con orgoglio. Come sempre, le minoranze consiliari, come in questo caso appunto, consigliano di convocare una commissione congiunta lavori pubblici-ecologia per affrontare il problema. Noi siamo pronti, come sempre a dare il nostro fattivo contributo.


LISTA ROBECCO FUTURA

 













domenica 13 settembre 2020

PROPOSTA DI ROBECCO FUTURA SUL PONTE CARRAIO

 


PROPOSTA DI ROBECCO FUTURA SUL PONTE CARRAIO: UNA NUOVA PASSERELLA - QUELLO CHE I CITTADINI DEVONO SAPERE 
 
Della semaforazione e dell’inesistente sicurezza sul ponte carraio si è già parlato sin troppo. Ribadiamo solamente che la sicurezza è un fatto oggettivo e non soggettivo, perché se per anni non è mai successo nulla sul ponte, significa che oggettivamente non vi è un problema di sicurezza, al contrario dello svincolo di strada per Magenta dove invece vi sono stati anche incidenti mortali o presso la rotonda del cimitero che viene troppo spesso attraversata in velocità ma nessuno ancora interviene nonostante la decantata attenzione alla sicurezza! Detto questo, qualcuno potrà ribadire che non dobbiamo aspettare che succeda qualcosa ma che è bene prevenire. Da qui le transenne che in questi giorni sono state apposte sul marciapiede del ponte per rendere più sicuro il passaggio ciclopedonale e per togliere il semaforo. Ma se questo era il problema perché spendere soldi pubblici per mettere i semafori per poi toglierli e creare disagi ai cittadini e danno economico alle attività produttive? Chi paga il costo della semaforazione? Pantalone naturalmente.  Diciamo subito che su queste transenne nutriamo forti dubbi sulla loro necessità, soprattutto sulla loro agibilità da parte di persone disabili che dovessero usufruirne, sperando di essere smentiti. 
 
I cittadini devono sapere che: 1) nel lontano 1996, quando il ponte fu allargato mettendo i due marciapiedi laterali, la soprintendenza non diede il permesso di costruire una passerella sul fianco destro del ponte in direzione per Magenta, per motivi estetici, salvo poi dare l’autorizzazione di metterle qualche tempo dopo sui ponti di Ponte nuovo e Ponte Vecchio; naturalmente al comune di Robecco costò molto di più il posizionamento dei marciapiedi che non il posizionamento della passerella. Chi pagò il maggior costo? Pantalone naturalmente. 2) già allora pare non fosse stato possibile mettere transenne protettive simili a quelle messe ora, perché oltre che ritenute pericolose per il passaggio veicolare, non a norma perché non permettevano ai disabili la possibilità di passaggio e di manovra delle carrozzine.
 
Detto ciò, l’operazione messa in atto dalla Giunta comunale, risulta ancora una volta priva di quella capacità di realizzare e risolvere una volta per sempre il problema attraversamento del ponte, oltre a non avere una visione ed una strategia sul futuro di Robecco e di spendere soldi con interventi tampone. Infatti, in tempi non sospetti si prospettò la realizzazione di una passerella a fianco del naviglio, e perciò perché non riproporla? Oppure, meglio ancora, perché non fare una passerella che congiunga con l’area di Borgo Archinto, permettendo così alle persone di arrivare in piazza in tutta sicurezza, in mezzo al verde e non alle macchine? Siamo coscienti che quest’operazione comporterebbe una spesa maggiore, ma anche convinti che con un po’ di buona volontà, con tutti i soldi che sono stati messi a disposizione da parte della Comunità Europea, si riesca a recuperarne almeno una parte, per finanziare un’opera che risolverebbe il problema in modo radicale e perpetuo.  
 
Perché il Sig. Sindaco, che è anche il titolare dell’assessorato ai lavori pubblici e il vicesindaco, titolare dell’ecologia, non convocano una commissione congiunta per discutere di queste problematiche? Avremmo dato volentieri il nostro contributo. Ma evidentemente ciò non è auspicato oltre che gradito! Dice un bel proverbio: chi fa da sé fa per tre. Si è vero, ma quando si sa cosa fare!
 
ROBECCO FUTURA


giovedì 6 agosto 2020

A ROBECCO LA MAGGIORANZA CALPESTA LE OPPOSIZIONI


A ROBECCO LA MAGGIORANZA CALPESTA LE OPPOSIZIONI


Il recente Consiglio Comunale è stato caratterizzato, tra l’altro, da una vivace discussione sulla mozione presentata dai gruppi di opposizione Robecco Futura e Robecco e Frazioni in cui veniva chiesto che le forze politiche, presenti in Consiglio, avessero la possibilità di comunicare con la cittadinanza attraverso dei canali ufficiali per via telematica o con altre modalità da valutare e non con singole soluzioni come avviene oggi. Proponevamo un gruppo Facebook dove fossero contemporaneamente presenti ma in pagine separate sia l’amministrazione, per le comunicazioni ufficiali, sia i gruppi consigliari, di maggioranza e opposizione, per le comunicazioni di carattere politico. Tale sito o gruppo avrebbe dovuto essere ufficializzato sia dall’insegna del comune sia da una opportuna delibera comunale.

Tale richiesta l’avevamo già formulata in data 5 maggio in via formale con una lettera indirizzata al Sindaco e della quale non avevamo ricevuto risposta, cosa che non è né corretta, istituzionalmente, né fonte di educazione e rispetto.

In Facebook vi è già una pagina istituzionale del comune da cui il Sindaco emette le sue comunicazioni (molto utile durante la recente crisi) che, essendo istituzionale, dovrebbe essere riservata alle comunicazioni dell’amministrazione e preclusa a valutazioni e proclami di carattere politico. 

Così non è stato nel caso di un comunicato sulla vicenda dell’assegnazione dell’ambulatorio di Castellazzo, dove Sindaco e Giunta hanno preso invece posizione politica infrangendo le comuni regole istituzionali attaccando politicamente l’opposizione e inoltre il comunicato portava anche la firma dei consiglieri di maggioranza a cui dovrebbe essere precluso l’accesso alle pagine istituzionali dedicate all’amministrazione.     

Tornando all’oggetto della mozione, riteniamo che il succitato gruppo FB si potrebbe facilmente ampliare aggiungendo delle pagine riservate ai gruppi consigliari dove ogni rappresentanza possa esprime le proprie valutazioni politiche in un ambiente sicuro, oppure crearne uno nuovo da mettere a disposizione dei gruppi politici presenti in consiglio. In questo modo, tutti i documenti pubblicati saranno conservati e facilmente rintracciabili anche a distanza di tempo. Oggi, volessimo rintracciare un documento pubblicato sui social mesi addietro da un gruppo consigliare, andremmo incontro ad una difficile se non impossibile impresa.

Si tratterebbe quindi di trasformare in linguaggio informatico ciò che il comune di Corbetta ha emesso in forma cartacea (La voce di Corbetta) o che Robecco negli scorsi anni pubblicava sotto forma di volantino col titolo di “Informatore Comunale”. Tra l’altro, dobbiamo tenere presente che non tutti i cittadini sono dotati di apparecchiatura informatica e perciò potrebbero essere tagliati fuori dalla normale informazione istituzionale e, soprattutto, da quel contraddittorio politico che è il succo della democrazia. E’ vero che il supporto cartaceo avrebbe un costo, ma è anche vero che ad es. a Corbetta questo è in parte supportato dalla pubblicità. Effettuare qualche verifica da parte della giunta prima di dire “NO!” sarebbe quanto meno auspicabile. Ricordiamo che nella passata legislatura il Sindaco si avvaleva di una persona dedita alla comunicazione profumatamente pagata con euro 9.000 annui!

La risposta della maggioranza consigliare di Esserci Robecco Sempre, per bocca del capogruppo, ha respinto la nostra proposta con argomentazioni a dir poco futili, che poco avevano a che fare con la nostra richiesta. Com’è possibile che venga respinta una proposta di ampliamento della democrazia? Com’è possibile che un gruppo di giovani presenti in consiglio non senta l’esigenza di confrontarsi, di mettersi in discussione, di sentire altri pareri? Com’è possibile che assessori, che dai banchi dell’opposizione hanno portato avanti battaglie, per anni, per avere spazi di confronto istituzionali, ora rigettino questo strumento senza fiatare e senza uno scatto d’orgoglio politico? Ma la nostra richiesta, signori, è proprio fuori dal mondo? Eppure, anche negli anni passati, era una prassi consolidata. Ora è diventata un NIET. E questo, lasciatecelo dire, è preoccupante, e segna uno dei punti più bassi che le istituzioni robecchesi abbiamo toccato negli ultimi anni. 

Chiediamo ai consiglieri di maggioranza, al Sindaco, agli assessori, di rivedere la propria posizione, perché’ retrograda, poco lungimirante che soprattutto mortifica la democrazia partecipata di cui la maggioranza si riempie spesso la bocca.

Da parte nostra non demorderemo perché’ riteniamo, al di là delle posizioni politiche che questo è un nostro diritto e non vogliamo che sia negato o calpestato da chiunque. Si ricordino i consiglieri di maggioranza che un domani potranno essere minoranza e che solo questo dovrebbe bastare per ripensarci e assecondare la nostra richiesta. 

In conclusione ci teniamo a precisare che ROBECCO FUTURA è già presente nel web a questi indirizzi:                             

https://robeccofutura.blogspot.com/”   e “https://www.facebook.com/RobeccoFutura/

per cui la nostra è solo una richiesta di democrazia partecipata perché riteniamo che debba essere il comune, in primis, a far si che tutte le parti rappresentate in consiglio abbiano le stesse possibilità di informare i cittadini del loro operato e non come è stato affermato dal massimo rappresentante della maggioranza, riassumendo, “ognuno faccia per se”. Nella recente storia politica nazionale e con i dovuti distinguo, è risultato evidente come mezzi e professionalità a disposizione possano incidere nella storia politica di un paese.

 

ROBECCO FUTURA

mercoledì 5 agosto 2020

Diretta Facebook - Intervista di Circolo a Alessia Potecchi



Intervista di Circolo a Alessia Potecchi, Responsabile Dipartimento Banche, Fisco e Finanza del Partito Democratico Milano Metropolitana


Giovedì 6 agosto '20 alle ore 18,30, sulla pagina Facebook del PD Robecco sul Naviglio si svolge l'intervista in diretta a Alessia Potecchi del Dipartimento Banche, Fisco e Finanza del Partito Democratico di Milano Metropolitana. L'intervista si propone di sviluppare ulteriormente alcuni argomenti già trattati nelle precedenti dirette con Alessia Potecchi sui temi economici inerenti la crisi economica seguita all'emergenza sanitaria scatenata dalla pandemia da Covid, da un lato, e dall'altro conoscere un po' di più Alessia Potecchi con cui stiamo lavorando insieme a una serie di progetti di discussione territoriali.
Vi aspettiamo online sulla nostra pagina Facebook. 
Non mancate!   

sabato 1 agosto 2020

ONESTA’ AMMINISTRATIVA: LA GIUNTA BARNI HA “BUCATO” SULLA CICLABILE


ONESTA’ AMMINISTRATIVA: LA GIUNTA BARNI HA “BUCATO” SULLA CICLABILE  
 

Con un comunicato, l’Amministrazione Comunale rivolge al Consigliere Regionale Luca Del Gobbo un sentito e riconoscente grazie per la determinazione e l’impegno profusi nel perseguire obiettivi importanti per il nostro territorio, in particolare per lo stanziamento regionale di 100.000 euro per la pista ciclabile di collegamento Robecco-Magenta. 

Fin qui nulla di male, anzi un doveroso ringraziamento all’ex sindaco di Magenta, a cui ci associamo anche noi come lista Robecco Futura, salvo poi scrivere nel comunicato “si tratta di un’opera strategica in termini di sicurezza, rispetto dell’ambiente, promozione della mobilità dolce e del turismo”. Peccato che questa dichiarazione si scontra in modo evidente e sostanziale con il risultato della nostra mozione, presentata nel Consiglio Comunale di maggio, tendente proprio a completare quel pezzo di ciclabile che collegherebbe Robecco con Magenta; mozione respinta proprio dall’amministrazione Barni con motivazioni che nulla hanno a che vedere con il proclama attuale. Anzi, nella nostra richiesta si metteva in evidenza soprattutto quella tanto decantata sicurezza che il sindaco non smette di mettere in evidenza per il tratto del ponte carrabile. La nostra preoccupazione era infatti dare, soprattutto, la possibilità di percorrere quel tratto di strada in totale sicurezza ai molti studenti e lavoratori che si recano a Magenta. La sicurezza, infatti, non è ad orologeria, ma una costante cui dobbiamo perseguire sempre e non ad ore e a nostro piacimento.    Un ulteriore tentativo per cercare di far tornare la giunta sui propri passi è stato fatto in un successivo Consiglio durante la discussione sull’impiego dello stanziamento regionale per la messa in sicurezza strade ma con il medesimo risultato.

Ricordiamo che da anni ormai si parla di quel tratto di ciclabile, ben nota anche all’ex sindaco di Magenta Del Gobbo, con il quale l’ex giunta Zanoni della prima ora (ma la Sig.ra Barni non ne faceva parte?) e ancora prima, si era fatta carico di un progetto a livello provinciale denominato MIBICI, poi finito nel dimenticatoio. Così come molte altre interpellanze sono state fatte dalle minoranze di allora, per non parlare di programmi elettorali che annoveravano nelle loro fila assessori che ora fanno parte della maggioranza e che ora fanno orecchio di mercante e assecondano certi mielosi comunicati come se nulla fosse. Diciamo questo, non per difendere una posizione o per dire “noi lo avevamo detto” ma perché la questione della ciclabile in oggetto è ormai vetusta e solo delle posizioni difensive senza senso possono essere declamate senza un minimo di onestà amministrativa.

Siamo contenti che finalmente la Giunta abbia preso coscienza del problema, siamo delusi della modalità con cui ci è arrivata perché non fa onore, a prescindere dalle posizioni politiche (a onor del vero, la giunta non ha mai dichiarato una appartenenza politica), ai cittadini di Robecco che rappresenta. Bisogna, a nostro modo di vedere, impostare e affrontare con molta più sincerità le problematiche, senza aver paura di un confronto serrato con le minoranze, senza nascondersi dietro a inutili e false posizioni difensive, tendenti ad una autodifesa sterile che non fa certo il bene dei cittadini.

A proposito di piste ciclabili, ricordiamo che la città metropolitana, come abbiamo riportato in un precedente articolo, sta studiando un progetto complessivo, una sorta di ragnatela che avvolga tutta la città metropolitana stessa, di cui questo tratto di Robecco ne è solo un piccolo, seppur importante pezzo di collegamento. A questo proposito, visto che il Sindaco si lamenta spesso della mancanza di partecipazione alle commissioni, cosa aspetta a convocare quella urbanistica per decidere e approfondire e magari “ASCOLTARE” anche le proposte delle minoranze, non solo sulle piste ciclabili ma su moltissimi altri argomenti che riguardano il nostro borgo? E magari prima, non dopo aver preso decisioni, così da da condividere le scelte e sbagliare il meno possibile; proprio perché pensare di essere troppo bravi, a volte ci porta a sostenere posizioni che poi si ritorcono contro i cittadini contribuenti (questo vale naturalmente per tutti, compreso noi dell’opposizione).   

ROBECCO FUTURA