sabato 15 gennaio 2022

ENTI SOVRACOMUNALI: SE NON CI FOSSERO STATI SAREBBE STATO MOLTO PEGGIO

 

ENTI SOVRACOMUNALI: SE NON CI FOSSERO STATI SAREBBE STATO MOLTO PEGGIO


Quando ci sono le elezioni comunali, specialmente nei piccoli comuni italiani, che sono l'ampia maggioranza dei comuni, le persone si sentono ancora in dovere di esprimere la loro preferenza di voto, e perciò le percentuali dei votanti sono mediamente ancora alte. Le stesse persone però, compresi gli eletti negli organi amministrativi dei comuni, poco s’interessano dei così detti enti sovra comunali, se non per criticarli e a volte sparare a zero inutilmente su di essi.

Per fare esempi più in grande basti pensare all’Unione Europea, al Governo, alla Regione, alla sanità o alla scuola, per non parlare del sindacato e i partiti. Astio generale che, ben veicolato, ha fatto anche la fortuna politica dei populisti nostrani.

Noi vogliamo fissare l’attenzione a quegli enti sovra comunali che toccano da vicino la nostra vita quotidiana: il Consorzio del Parco del Ticino, il Parco Agricolo Sud, la Città Metropolitana, L'Azienda Speciale Municipalizzata ASM, il Consorzio Acque Potabili CAP, il Villoresi, il Consorzio Dei Comuni dei Navigli, ecc.

Sono tutti enti che entrano nella nostra vita di tutti i giorni fornendoci servizi e provvedendo, anche se ormai non ci facciamo più caso, ad aiutarci a vivere una vita serena togliendoci alcune incombenze che, diversamente, diventerebbero gravose per ciascuno di noi (pensiamo solo ai rifiuti.).

Altri enti, pur non svolgendo direttamente servizi, svolgono un ruolo di salvaguardia importante e fondamentale per il nostro ecosistema. Pensiamo ai Parchi, nati e sorti proprio allo scopo di preservare e valorizzare i nostri territori. Parchi spesso avversati dagli stessi cittadini che li abitano, perché visti come momenti d’imposizione e divieto oltre che inefficienza, anziché di valore aggiunto.

Ebbene, questi enti sono gestiti da persone che sono elette dai rappresentanti dei comuni stessi che ne fanno parte, lasciandoli spesso poi al loro destino. Non solo, questi enti diventano, dopo l’incombenza dell’elezione, qualcosa di estraneo al comune che ne fa parte. È delegato all’ente, nel bene e nel male, la gestione, senza più interessarsene, fino a quando ci saranno le prossime cariche elettive. Non esiste ad esempio un assessorato apposito che tenga i contatti stretti con questi enti, e che cerchi di collaborare con essi. Spesso le assemblee sono un fardello ed è delegato qualcuno ad andarci ma solo perché obbligati in qualità di “soci”.

Questi enti funzionano bene? O sono solo poltrone da coprire dove sono inviati soliti noti o i “trombati” nelle elezioni precedenti? Noi crediamo che all’interno dei consigli di amministrazione di questi enti, le persone che le rappresentano siano persone capaci e competenti, ma che spesso sono lasciati da soli ad amministrare senza il confronto serio e costante dei comuni che li consorziano. Certo alcuni enti funzionano meglio degli altri, alcuni hanno delle potenzialità inespresse, altri potrebbero fare molto di più, altri fanno errori madornali, altri non riescono a comunicare bene con i cittadini, altri fanno quello che possono, ma se questi enti non ci fossero stati, a nostro avviso, sarebbe stato molto peggio

La morale di tutto quello che abbiamo detto è che noi tutti, cittadini in primis, dobbiamo avere a cuore questi enti, conoscerli, seguirli, capirne l’importanza, ma soprattutto sentirli nostri, perché, di fatto, sono nostri.

Non più “quelli del Parco Ticino” o “quelli di ASM”, o “quelli del CAP” ecc., come se fossero dei nostri avversari, ma nostri amici, colleghi che svolgono un servizio per noi.

L’appello maggiore riguarda però i nostri amministratori comunali, perché non si preoccupino solo di mettere i propri uomini nei consigli di amministrazione (così risolvono loro i problemi) ma interagiscano con i nostri enti in modo più attento e proficuo per migliorare sempre più i servizi, la competitività, il funzionamento e la solidarietà.

Soprattutto quest’ultima, perché ricordiamocelo sempre questi enti sono tutti pubblici, spesso attaccati perché inefficienti e disorganizzati, con la voglia di privatizzarli. Dobbiamo resistere a questi tentativi e riuscire a dimostrare che questi nostri Enti, nel rispetto delle regole, dei diritti dei suoi lavoratori, nella sicurezza del lavoro ecc, siano all’altezza del loro compito, tanto quanto il privato .

Per riuscirci non dobbiamo disprezzarli ma volergli bene, e soprattutto, da parte di chi è preposto al loro controllo, sentirli amici, spronarli a fare sempre meglio attraverso una continua collaborazione e supporto d'idee. Con tutti i loro pregi e difetti.

Certo, il percorso di efficientamento e razionalizzazione non deve mai arrestarsi, ma senza questi enti la nostra qualità della vita sarebbe molto peggio.

ROBECCO FUTURA



domenica 9 gennaio 2022

CONSULTE COMUNALI: STRUMENTO DI PARTECIPAZIONE VERA, NON UN OPTIONAL

 


CONSULTE COMUNALI: STRUMENTO DI PARTECIPAZIONE VERA, NON UN OPTIONAL

In tutti i Comuni, una volta insediato il consiglio comunale, vengono nominate le Consulte Comunali in base ad un regolamento interno che le designa secondo il regolamento in essere. 

Questi regolamenti sono stati cambiati più volte, sono discrezionali e tengono conto del grado di democraticità di chi amministra in quel momento. La proporzionalità è il metodo normalmente seguito, per cui le consulte risultano composte da cittadini nominati dai vari gruppi politici in base ai consiglieri comunali eletti. A questo metodo, se ne contrappone un altro, attuato nel 1995 dalla Giunta Bertolini, ossia quello della PARITETICITA’ tra le minoranze all’interno delle commissioni, con possibilità di nominare Presidente della commissione stessa anche un membro proposto dalle minoranze. Il motivo della pariteticità consiste nel dare la possibilità ai cittadini, scelti per competenza, di potersi esprimere sulle varie questioni e dare alla giunta i suggerimenti più appropriati. In questo modo viene esaltata quella che spesso si cita a sproposito senza davvero mai perseguirla: la PARTECIPAZIONE dei cittadini alla vita del proprio comune. Nell’ultimo consiglio comunale, causa la scissione del gruppo di centro destra che ha visto il consigliere Cavallotti uscire dal gruppo originale e costituire un nuovo gruppo, così detto misto, si è cambiato il regolamento, penalizzando il nostro gruppo di Robecco Futura, per fare spazio ai rappresentanti che Cavallotti vorrà inserire nelle consulte.

Lungi da noi il voler fare polemica vogliamo sottolineare come, dopo due anni e mezzo che i nostri rappresentanti frequentano le commissioni, riteniamo essere non etico e avvilente chiedere loro di lasciare e cedere il posto. In ambito sportivo c’è un detto : “NON SI CAMBIANO LE REGOLE IN CORSA” e questa amministrazione è cominciata con tre gruppi politici che in comune accordo hanno definito come comporre le consulte. Ora se uno dei gruppi si è diviso riteniamo che il problema debba essere risolto al loro interno senza coinvolgere gli altri gruppi. Inizialmente avevamo proposto quindi che fosse il centrodestra a dover autonomamente riequilibrare i propri rappresentanti nelle consulte presumendo che i compagni di partito di Cavallotti fossero già presenti in molte consulte. Ma pare che questa soluzione sia non praticabile. Facciamo però, come nostro uso e costume, una proposta per aggirare quest’ostacolo che può essere superato con un po’ di buona volontà da parte di tutti: anziché togliere il posto a noi di Robecco Futura per darlo al gruppo misto (che ha tutti i diritti di partecipare come noi), basterebbe correggere il regolamento e ampliare i numeri dei componenti. In questo modo si ritornerebbe anche ad alimentare la PARTECIPAZIONE dei cittadini. Del resto le consulte sono nate per questo; restringerne lo spazio anziché allargarne gli orizzonti non può che far male alla democrazia e alla politica. Invitiamo infine la maggioranza a considerare con più attenzione e sollecitudine le proposte di modifiche al regolamento delle consulte che mesi fa abbiamo depositato, per renderle più funzionali, incisive e frequentate, seguendo i principi della democrazia partecipativa. Crediamo che un po’ di coraggio e di apertura da parte di tutti non possa che farci bene.


 LISTA ROBECCO FUTURA

sabato 8 gennaio 2022

Sergio Sinigaglia nuovo Segretario Partito Democratico di Robecco sul Naviglio


Dopo le dimissioni del Segretario Edoardo Martella, a seguito del suo trasferimento all'estero per motivi di lavoro, il Coordinamento del Circolo nomina nuovo Segretario Sergio Sinigaglia con lo scopo di portare il partito locale al cogresso anticipato.

"Questo che si apre è un passaggio politico obbligato visto che il circolo è vivo e fortemente radicato sul territorio", afferma Sergio Sinigaglia durante una prima riunione interna con il coordinamento del partito locale, e prosegue: "con il responsabile degli enti locali del Partito Democratico Milano Metropolitana, Paolo Razzano, ci siamo confrontati e deciso che appena le condizioni sanitarie lo permetteranno il PD robecchese celebrerà il suo congresso."

Ci sono già nomi di eventuli candidati alla Segreteria?
  
Al momento l'unico nominativo in campo è il mio, ma se si dovessero presentare nuove cadidature la discussione e il dibattito interno non potrebbero che uscirne arricchiti e il partito nel suo insieme rafforzato. Ricordiamo a tutti che il Partito Democratico è un partito plurale in cui sono confluiti pensieri e idee politiche che hanno fatto la storia del 900. Talvota fronteggiandosi aspramente, ma sempre riconoscendosi in quell'unico valore condiviso che è la Democrazia. Il Partio Democratico è ancora oggi, nonostante le legittime difficoltà, la casa dei Riformisti e Democratici.

Il Partito Democratico robecchese è anche azionista di maggioraza della lista civica Robecco Futura, che non ha purtroppo brillato nelle ultime elezioni. Quali saranno gli equlibri interni alla lista dopo questo passaggio di testimone da parte del Segretario uscente Edoardo Martella?

Come Partito Democratico robecchese abbiamo condiviso, passo dopo passo, tutte le scelte che Edoardo ha portato avanti. Sui motivi che le hanno determinate non vogliamo più tornarci. Siamo una lista di cetrosinistra di minoranza all'opposizione. Come già affermato da Pietro Caruso nel suo discorso di insediamento all'indomani del voto, la nostra sarà e continuerà ad essere un' opposizione costruttiva e collaborativa ma critica su ciò che non ci convince e non condividiamo. 
Il termine "azionista" riferito a un partito non mi piace,  un partito è fatto di persone, idee e valori condivisi, non di capitali da investire o dividendi a cui puntare. Lasciamolo al campo della finanza e dell'economia a cui appartiene. 

Pietro Caruso si è dimesso a circa metà mandato dalla carica di Consigliere e capogruppo della lista Robecco Futura di cui è stato candidato Sindaco.
Oltre al ruolo di Segretario politico del PD locale ora rappresenti anche Robecco Futura in Consiglio Comunale.

Premesso che non voglio ritornare nemmeno sulla sterile polemica del gruppo di maggioranza che temeva di non vedere più rappresentata Robecco Futura in Consiglio Comunale. Non si preoccupino per noi. Le dimissioni di Pietro seguono in reltà una scelta politica ben precisa. In primis quella di dare maggiore visibilità istituzionale alla prima forza politica della lista, il Partito Democratico. Robecco Futura nasce come lista di centrosinistra. Nonostante i balletti preelettorali di qualcuno, i tempi ristretti e le mille difficoltà nel rispetto delle procedure burocratiche, siamo partiti, tardi ma siamo partiti, e un buon numero dei nostri cittadini ha creduto in questo progetto, permetendoci di essere presenti in amministrazione. In campagna elettorale abbiamo in parte anticipato quello che potrebbe essere il futuro sviluppo, non solo di Robecco, ma dell'intera area omogenea in cui e inserita. Per arrivarci però occorre una nuova mentalità da parte di chi l'amministra nei singoli comuni che la compongono. Come lista, qualche mese fa abbiamo girato a tutte le amministrazioni interessate un documento che era insieme anche proposta politica trasversale. Lavorare tutti insieme verso un unico obiettivo come già altri territori, anche nazionali oltre che europei, hanno a loro modo fatto: fare dell'est Ticino "Il giardino di Milano". In secondis, proprio perchè crediamo davvero inquesto progetto, come lista civica Robecco Futura, insieme al Circolo PD Robecco sul Naviglio, avvieremo,  a breve, un giro di consultazioni con gli organi di governo della nuova "Milano Città Metropolitana" che ponga al centro del confronto il futuro del nostro territorio e dell'ambito metropolitano in cui è inserito. Le elezioni per il rinnovo del Consiglio metropolitano si sono tenute domenica 19 dicembre 2021.
Il Consiglio metropolitano è organo elettivo di secondo grado, composto dal Sindaco Metropolitano, Giuseppe Sala, che ad oggi corrisponde alla figura istituzionale del Sindaco del capoluogo, e da 24 consiglieri. Sono titolari dell'elettorato attivo e passivo i Sindaci e i Consiglieri comunali in carica dei Comuni compresi nel territorio della Città metropolitana di Milano.
L'organo di governo di questa importante istituzione, su cui come lista e come partito locale non abbiamo mai esitato e smesso di credere, è così composto:
Sindaco metropolitano: Giuseppe Sala
Vice sindaca metropolitana: Michela Palestra con deleghe alla pianificazione territoriale e Piano strategico
Completano poi la squadra di governo: 
Sara Bettinelli: sicurezza, protezione civile e politiche sanitarie di area vasta; 
Diana De Marchi: lavoro e politiche sociali; 
Aurora Impiombato: parchi e attuazione delle zone omogenee; 
Giorgio Mantoan: politiche giovanili, rapporti con il sistema universitario e progetto ForestaMI;
Roberto Maviglia: edilizia scolastica, sport e gestione Idroscalo; 
Simone Negri: ambiente e legalita'; 
Beatrice Uguccioni: mobilita' e infrastrutture; 
Francesco Vassallo: personale, sviluppo economico, marketing territoriale,
 digitalizzazione e semplificazione; 
Dario Veneroni: bilancio e patrimonio. 
Daniele del Ben diventa presidente del Parco Agricolo Sud Milano. 
Non solo, proporremo a enti, associazioni e tutti coloro che hanno a cuore il presente e il futuro di  questo territorio, la sottoscrizione di un documento da far valere nelle sedi opportune.

Robecco Futura

lunedì 3 gennaio 2022

Risposta di Pietro Caruso alla lettera social della lista di maggioranza "Esserci per tutti sempre"

 



Risposta di Pietro Caruso alla lettera social della lista di maggioranza "Esserci per tutti sempre"


Dopo la lettera diramata via social dalla lista di maggioranza "Esserci per tutti sempre", che riportiamo a fondo di questo post, segue la risposta del Consigliere uscente Pietro Caruso candidato sindaco e capogruppo della lista Robecco Futura

Robecco S/N 28-12- 2021

 

IL DISCO NON È ROTTO E SUONA BENISSIMO

 

Il recente comunicato del 27/12 scorso da parte di “Esserci per tutti sempre”, apparso sui social, teso a commentare in maniera discutibilmente critica la mia lettera di commiato dal Consiglio Comunale, merita una risposta, o meglio, una contro precisazione dopo la loro precisazione.

Il comunicato è diviso in tre parti e quindi, per chiarezza, risponderò con la stessa struttura

 

1) Nel primo punto viene evidenziato che, prima di individuare il mio successore, sono emersi ben nove rinunce dai primi nove nomi votati all’interno della lista Robecco Futura. Tralasciando la discutibile ironia con cui viene commentato questo fatto, è opportuno fare chiarezza.
Edoardo Martella, segretario dimissionario del circolo PD di Robecco, sarà sostituito da Sergio Sinigaglia. Nei precedenti incontri di lista è stato deciso concordemente di lasciare a lui il seggio in Consiglio, perché col doppio incarico di Consigliere Comunale e Segretario del PD locale, il nostro comune avrebbe potuto ottenere maggior visibilità e ascolto in ambito territoriale ma soprattutto nei confronti con città metropolitana. Risulta quindi evidente che le varie rinunce sono avvenute non per disgregazione del gruppo, come sottintende il comunicato, ma per senso di coesione e responsabilità.

 

2) In questo punto leggo del mio sdegno nel colpevolizzare l’amministrazione per non aver accettato una mia proposta. Rileggendo la mia lettera, noto che avevo scritto di delusione in relazione al loro rifiuto, non di sdegno. Il fatto che chi amministra non è, giustamente, vincolato alle nostre proposte ce lo ha ricordato un importante membro dell’amministrazione con la ormai storica frase:
” Chi vince comanda…”. Ce ne siamo accorti.

 

3) Non mi sembra di aver citato Cassinetta come comune virtuoso, ma solamente come uno dei tanti comuni che, per motivi di trasparenza, hanno attivato lo streaming dei Consigli.
Ora con i problemi sanitari in corso, con nessuna videoregistrazione e con i limiti di persone ammesse in sala consigliare, la conoscenza di ciò che avviene in consiglio è riservata a poche persone, con un danno alla diffusione delle informazioni e alla conseguente trasparenza.
Parlate poi di superstrada, da me non citata, con delle asserzioni completamente fuori luogo; non abbiamo ambizioni politiche e non abbiamo bisogno di venderci con nessuno come, con decisa caduta di stile, avete affermato. La nostra posizione, ribadisco, è a favore della strada, ma non siamo favorevoli a qualunque soluzione purché sia. Citando una famosa pubblicità “una strada è per sempre” per cui DEVE essere fatta con i concetti di attenzione all’ambiente che negli ultimi anni sono stati evidenziati e col minimo impatto verso la comunità. Alle affermazioni fatte nelle ultime righe abbiamo già risposto e sicuramente ne avete copia. Trovo infine penosa la vostra affermazione riguardo al fatto che ho ritirato un invito al sindaco dopo aver ricevuto “ordini dall’alto”.
Non ho dipendenza gerarchica né all’interno del gruppo, né al di fuori; oltretutto non sono neppure tesserato PD, per cui anche questa vostra affermazione risulta priva di fondamento ed è particolarmente offensiva.

 

Infine, se volete delucidazioni in merito alle nostre idee da portare avanti, devo pensare che siete distratti, perché proposte e suggerimenti sono pubblicate quasi settimanalmente ed alcune hanno addirittura suscitato l’interesse del sindaco che ha promesso di convocarci per discuterle appena possibile. Siamo ancora in attesa.

Criptica l’ultima frase che tratta del deus ex machina del nostro pasticcio politico, ma se è della stessa forza delle precedenti affermazioni, non credo sia il caso di esplicitarla.

 

Concludo ricambiando gli auguri per il prossimo anno a voi ed ai vostri cari con l’auspicio, inoltre, che l’anno nuovo illumini le vostre menti per una ottimale amministrazione del nostro comune.

 

Pietro Caruso




giovedì 23 dicembre 2021

NATALE: STUPORE E INDIGNAZIONE

 

NATALE: STUPORE E INDIGNAZIONE
Natale è la festa per eccellenza dello stupore. Lo stupore permette di assaporare la bellezza del Natale, un avvenimento che ormai in tutto il mondo è riconosciuto nella sua sacralità. Credenti e non credenti si fermano per un attimo a riflettere, tacciono persino le armi. E diventa ancora più importante quest’anno per via del maledetto virus che ha inferto molte sofferenze al genere umano e che la scienza sta tentando di debellare; esso non si fermerà neanche a Natale potete scommetterci. Ci si rifugia nella scienza e anche nella fede per chi crede (ma forse tutti, anche se inconsciamente credono), ci si misura ogni giorno con le sofferenze della gente e purtroppo anche con l’ipocrisia di moliti. Di chi, in particolare i detentori del potere, per lavarsi la coscienza, lancia messaggi di bontà che finiscono regolarmente dopo le feste, per lasciare spazio alla solita presa di distanza che segna il Noi e il Voi, dove il Voi spesso è poco considerato. Eppure tutti, sempre ipocritamente, continuano a ripetere come un mantra, che dal Covid si esce tutti assieme, che occorre restare uniti e collaborare, salvo poi non farlo per tante altre cose importanti, come ad es. per il problema relativo al clima o al PNNR che riguarda le future generazioni.
Lo stupore del Natale non deve però disgiungersi dall’Indignazione. Così come Gesù scacciò i mercanti dal tempio, anche noi abbiamo il dovere di risvegliare le nostre coscienze e gridare forte contro le ingiustizie di ogni tipo esse siano, dall’immigrazione, alla povertà, al precariato, al lavoro, allo sfruttamento, ai morti sul lavoro ecc. . Non possiamo più rimanere ai margini a guardare, perché le future generazioni, Greta Thunberg insegna, ci stanno guardando. Le generazioni future non saranno grate ai politici e agli amministratori locali per aver detenuto il potere, ma per come lo avranno gestito. Una presa di coscienza è indispensabile da parte degli amministratori locali, perché non basta più la buona volontà e la presenza, ma occorre un salto di qualità che vada oltre il contingente e l’ordinaria amministrazione, per aprirsi a un mondo nuovo, che è già in viaggio. E questo, a nostro modo di vedere, si potrà fare, solo se si porteranno avanti comuni progetti territoriali, che caratterizzino per i decenni futuri il nostro territorio. E poichè è Natale, ricordiamo a tutti che solo attraverso il terzo principio che la Rivoluzione Francese ha sancito dopo l’egalitè e la libertè, la fraternità (rimasta spesso sulla carta), riusciremo a vincere le battaglie per lasciare un territorio migliore.
ROBECCO FUTURA AUGURA A TUTTI I CONCITTADINI BUONE FESTE

lunedì 13 dicembre 2021

ROBECCO: BORGO DECARTELLONIZZATO


 


ROBECCO: BORGO DECARTELLONIZZATO

Recentemente si è tenuto un incontro a Robecco,  da parte di alcuni esperti, per proporre che in tutti i comuni venga istituito l’assessorato all’Estetica . Lo scopo era di proporre che all’interno di ogni comune vi sia un esperto che possa giudicare in modo il più oggettivo possibile cosa è bello e cosa è brutto. Una volta, e forse ancora oggi, si usava dire  “DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM” oppure  “NON E’ BELLO CIO’ CHE E’ BELLO MA E’ BELLO CIO’ CHE PIACE” che può certamente valere ancora per le scelta personali  ma non certo per  decidere sull’assetto urbanistico di un borgo che si deve, a nostro modo di vedere, coniugare con la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni e le sue bellezze architettoniche e paesaggistiche.   


 premessa, è a seguito della comparsa di alcuni cartelloni pubblicitari (in allegato) che hanno destato molte perplessità perché, a nostro avviso, sono stati installati nella posizione meno idonea ritenendoli irrispettosi per l’ambiente circostante.  La foto in all.1 presenta la pubblicità di un noto ristorante installata nei pressi del cimitero; l’all.2 presenta, per ora, solo il supporto per un eventuale cartellone   posizionato proprio sul retro della  cinta di Villa Gromo di Ternengo che fa bella mostra di sé per tutti coloro che provengono da Abbiategrasso. 




MA DIAMINE, NON C’ERA UN ALTRO POSTO? Proprio a ridosso di un monumento storico e al fianco, quasi a fare pendant, all’edicola della Madonna di Caravaggio? Siamo speranzosi che dopo questa segnalazione chi di dovere ripensi a queste installazioni, ma non solo queste, anteponendo alle esigenze di visibilità e commerciali di privati l’esigenza dell’ambiente anche per il solo valore estetico. La nostra aspirazione e che si arrivi ad un comune “decartellonizzato” almeno per le zone di nostra competenza; utopia?, forse ma nel web si trovano molti siti che riportano il NO all’invasione incontrollata della cartellonistica .  Sarà forse necessario rivedere l’apposito regolamento ma è necessario che vengano date delle precise disposizioni affinché nessuno, anche in buona fede, possa posizionare dove meglio crede la cartellonistica e deturpare alcuni luoghi da tutti ritenuti veri e propri monumenti all’aria aperta.   Infine un plauso all’inventiva estroversa di chi ha realizzato e posto sulla pubblica via il cartello per il posteggio dell’allegato 3

 

    

 

ROBECCO FUTURA  

 

 

 

 

 

 

 

mercoledì 8 dicembre 2021

NOI E LA BICI.

 


NOI E LA BICI. 
SI CHIAMA “CAMBIO”: IL BICIPLAN DELLA CITTA’ METROPOLITANA

E’ stato approvato qualche giorno fa dalla Città Metropolitana, un importantissimo progetto che permetterà di potersi muovere, nel giro di qualche anno, su tutto il territorio metropolitano in bicicletta. Il piano strategico ha visto il coinvolgimento degli organi locali del Partito Democratico , raggruppati in organi sovra comunali e nel nostro caso il PD EST TICINO. La nostra lista, Robecco Futura, ha dato anch’essa il suo contributo ideale per suggerire, relativamente al nostro territorio, le tratte di ciclabile da mettere in opera e di questo ne siamo orgogliosi. Il progetto prevede uno stanziamento di 250 milioni di euro per realizzare una rete capillare di piste ciclabili che si integreranno alle altre modalità di spostamento esistenti. Meno emissioni, meno traffico, più sicurezza stradale poiché  ciclisti e automobilisti viaggeranno su sedi stradali diverse. Il progetto prevede la realizzazione, entro il 2035, di 24 linee ciclabili: 4 linee circolari e 16 linee radiali, con la grande novità di 4 greenways, linee super veloci che attraversano il territorio da nord a sud e da est a ovest, per un totale di 750 km di infrastruttura (vedi cartina allegata).  Ogni linea darà la possibilità di raggiungere,  nel raggio di un chilometro, i principali poli commerciali, sanitari, d’istruzione, di trasporto, rendendo conveniente l’utilizzo della bicicletta per i cittadini sia in termini di tempo, di economicità e di salute. Si prevede a regime un aumento degli spostamenti in bicicletta di circa il 20% sul totale degli stessi; un ottima previsione in vista anche dei problemi ambientali che ci affliggono.

I lavori inizieranno a febbraio del 2022, con la realizzazione del primo tratto della linea 6, che da Milano (via Corelli), raggiungerà Segrate e l’Idroscalo lungo la via Rivoltana. Anche Robecco, seppur vediamo passare ogni giorno una pletora di ciclisti che percorrono la ciclabile dei navigli, necessita di ulteriori collegamenti ciclabili che abbiamo suggerito alla città metropolitana, al netto di quelli in essere e di quella che collegherà l’attuale strada per Magenta come ad es. quelle che collegano Robecco con le stazioni ferroviarie e le scuole di Magenta e Abbiategrasso e quelle all’interno del borgo che permettano, ad. es.,  il percorso in bici tra  Castellazzo e Casterno senza  soluzione di continuità. 

Il problema Covid 19, il clima, una nuova cultura della vivibilità, premono finchè tutti si rendano conto che l’utilizzo di mezzi alternativi deve diventare non solo un optional o un fattore sportivo, bensì una normale prassi di vita e di come muoversi, anche se costa un po’ di fatica. Un plauso perciò a Città Metropolitana che ha messo sul piatto le risorse per questo lungimirante progetto, con l’augurio che ogni Comune faccia la propria parte. Da parte nostra un incitamento: EVVIVA LA BICI.

ROBECCO FUTURA


giovedì 25 novembre 2021

25 Novembre 2021 Giornata internazionale contro la violenza sulle Donne


 25 Novembre 2021 Giornata internazionale contro la violenza sulle Donne.


Robecco sul Naviglio inaugura le sue nuove Panchine Rosse. La Lista Robecco Futura ringrazia il Sindaco e l'amministrazione per questo bellissimo gesto di testimonianza e di civiltà. E' ora di dire BASTA!

In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, Robecco Futura vuole ricordare questa giornata con una frase di Eve Ensler:
”Quando si violentano, picchiano, storpiano, mutilano, bruciano, seppelliscono, terrorizzano le donne, si distrugge l’energia essenziale della vita su questo pianeta. Si forza quanto è nato per essere aperto, fiducioso, caloroso, creativo e vivo a essere piegato, sterile e domato.”


E' dovere di tutti impegnarsi e lavorare affinché questa giornata non sia solo vuota retorica, ma la punta dell'iceberg di azioni quotidiane che portino a un cambiamento radicale verso l'eliminazione di questo crimine.

lunedì 8 novembre 2021

BLA BLA BLA: LE BELLE BOLLE BIANCHE SONO ANCORA QUA

 


BLA BLA BLA: LE BELLE BOLLE BIANCHE SONO ANCORA QUA

APPELLO AI SINDACI DI ROBECCO E CASSINETTA DI LUGAGNANO

 

Non possiamo non scomodare Greta Thunberg che, con il suo bla bla bla, ha incalzato i potenti della terra sul problema clima per rivolgere anche noi un forte appello ai nostri Sindaci affinché intervengano con decisione presso gli enti preposti, per far sì che lo sconcio che giornalmente dobbiamo vedere nelle acque del Naviglio Grande, sparisca per sempre.  

 





Siamo intervenuti su questo argomento circa due anni fa e ancor prima abbiamo segnalato alle istituzioni questo increscioso fatto che per la sua natura si commenta da solo. Vedere delle bolle bianche schiumose scendere nel Naviglio che nel momento dell’asciutta assumono uno spettacolo ancor più indecente perché più consistenti, è a nostro modo di vedere inaccettabile. Infatti, mentre si parla continuamente di clima di aria pulita, di verde, di ecologia ecc., perché dobbiamo rassegnarci a vedere scendere l’acqua del Naviglio contaminata da bolle bianche?  L’asta del Naviglio che va da Robecco a Cassinetta, essendo la più bella, è certamente quella più frequentata. Cosa possono pensare, nel vedere questa schiuma galleggiare le persone che, magari dopo aver pranzato nei vari ristoranti di Robecco, vogliono passeggiare lungo l’alzaia e arrivati a Cassinetta vedono ferma la schiuma raggruppata sotto il ponte e nella roggia adiacente?


 

Ci dicono che le bolle sono state analizzate e che non sono nocive, così come ci dicono che esse provengono dal depuratore di Sant’Antonino nel comune di Lonate Pozzolo (Va). Da qualche tempo, questo depuratore è passato di mano ed ora la proprietà dell’impianto è della società ALFA S.r.l., grazie ad una fusione in Alfa S.r.l. della Tutela Ambientale dei Torrenti Arno, Rile e Tenore spa. Sembra che la nuova gestione voglia fare sul serio per risolvere un problema che si trascina dal 2012, data di inizio dei lavori. A volte, di fronte a queste disfunzioni, si rimane allibiti nel vedere che, in una della Regioni più importanti d’Europa possano succedere ancora queste cose, e soprattutto continuare per diversi anni. L’acqua e l’aria non devono essere pulite?  Noi, come tutti i residenti del territorio circostante Lonate Pozzolo, siamo fiduciosi che a breve la questione si risolva, ma nel frattempo invitiamo i Sindaci di Robecco e Cassinetta a farsi carico del problema e contattare la società di gestione Alfa S.r.l. per sollecitare i lavori, monitorare continuamente la situazione e soprattutto tenere informati i cittadini con la speranza di vedere la prossima Sucia con l’acqua pulita, come del resto, deve essere.  

 

ROBECCO FUTURA

martedì 26 ottobre 2021

ELEZIONI A CASSINETTA DI LUGAGNANO: FINIGUERRA STRAVINCE, ORA CI AIUTI!



 ELEZIONI A CASSINETTA DI LUGAGNANO: FINIGUERRA STRAVINCE, ORA CI AIUTI!


I cittadini di Cassinetta hanno espresso il loro voto di preferenza per la lista Finiguerra Sindaco Per Cassinetta di Lugagnano. Non ci resta che augurare al nuovo, anzi ri-nuovo Sindaco buon lavoro. E lo diciamo davvero di cuore, ben sapendo che per la nostra lista Robecco Futura, Robecco Sul Naviglio e Cassinetta sono un tutt’uno da un punto di vista ambientale e altri aspetti. Vicinanza, Naviglio, Ville Storiche, verde, agricoltura, storia comune – vedi Piano Regionale Riscopriamo il Naviglio Grande, l’essere borghi, tradizioni, usi e costumi, fanno da collante per una difesa comune del territorio e soprattutto, per un rilancio in terni di crescita economica, legata naturalmente alle loro caratteristiche agricole e turistiche.

Sappiamo anche però che il neosindaco Finiguerra – come gli altri candidati Sindaci per la verità – è da sempre assolutamente contrario alla super strada della Malpensa, senza se e senza ma. Ebbene, anche la nostra Lista Robecco Futura è contro quella tipologia di strada, che riteniamo sproporzionata e senza senso. Sappiamo anche che in passato abbiamo fatto, in buona fede, errori nel perseguire con ANAS obiettivi che non erano adeguati al nostro territorio, tentando ogni volta di correggerli senza mai riuscirci. Il problema dell’attraversamento di Robecco però rimane irrisolto, con più un traffico in continuo aumento causa in particolare delle varie postazioni di smistamento Amazon e di altri enormi centri di stoccaggio e logistica in prossimità dei caselli autostradali vicini, oltre all’aumento vertiginoso del servizio cargo di Malpensa.

Ebbene, è stato più volte ripetuto che la pandemia ha cambiato il nostro atteggiamento nei confronti della vita, e che da essa dovrebbe nascere una società più solidale e fraterna; così come il grido di Greta Thunberg, BLA BLA BLA, ha risvegliato le nostre coscienze adulte. Se così è, il Sindaco Finiguerra, molto sensibile agli aspetti ecologici e ambientali, dovrebbe a questo punto aiutare noi robecchesi a risolvere il problema dell’attraversamento del nostro paese, sedendosi attorno ad un tavolo con le istituzioni metropolitane, il Sindaco di Robecco e le opposizioni consiliari. Ma – raccomandiamo vivamente – in termini solidali e fraterni, e soprattutto non lasciando passare altri cinquant’ anni. E siccome leggiamo sul suo manifesto elettorale “PASSIONE, CONCRETEZZA, COMPETENZA, ESPERIENZA”, doti che gli riconosciamo, non ci resta che attendere che ciò che sta scritto venga messo in pratica aiutandoci a risolvere anche il problema di Robecco.

ROBECCO FUTURA

venerdì 5 marzo 2021

IL PARCO DELLA CITTA’METROPOLITANA: LA NOSTRA NEW GENERATION EU

 IL PARCO DELLA CITTA’METROPOLITANA:

LA NOSTRA NEW GENERATION EU



LETTERA APERTA

DA: ROBECCO FUTURA – Gruppo Consigliare Robecco sul Naviglio (Mi)

A: Sen. Massimo Garavaglia – Ministro Del Turismo

Dott. Giuseppe Sala – Sindaco città metropolitana Milano

Ai Sig. Sindaci e Consiglieri Comunali dei seguenti comuni dell’ambito 8 della città metropolitana di Milano: ABBIATEGRASSO, ALBAIRATE, ARLUNO, BAREGGIO, BESATE, BOFFALORA SOPRA TICINO, BUBBIANO, CALVIGNASCO, CASOREZZO, CASSINETTA DI LUGAGNANO, CISLIANO, CORBETTA, GAGGIANO, GUDO VISCONTI, MAGENTA, MARCALLO CON CASONE, MESERO, MORIMONDO, MOTTA VISCONTI, NOVIGLIO, OSSONA, OZZERO, ROBECCO SUL NAVIGLIO, ROSATE, SANTO STEFANO TICINO,SEDRIANO, VERMEZZO CON ZELO, VITTUONE



IL PARCO DELLA CITTA’METROPOLITANA:

LA NOSTRA NEW GENERATION EU




SOMMARIO

L’opportunità che l’Europa ci ha messo a disposizione attraverso il così detto New Generation E.U., proprio perché rivolto alle future generazioni, non può lasciarci indifferenti. Le macro proposte da portare in Europa per avere i fondi da investire toccano allo Stato centrale che poi dovrà decidere come e dove spenderli. Ecco perché, a nostro modo di vedere, non dobbiamo farci trovare impreparati come territorio e mettere in campo una progettualità generale per il futuro dello stesso, con una serie di proposte che devono caratterizzarlo. Questa proposta che ci sentiamo di condividere con tutti i rappresentanti attuali del territorio e i prossimi che andranno a elezioni in primavera, vuole sostanzialmente coinvolgere tutti i comuni del nostro ambito metropolitano, aprire una franca e serena discussione al fine di trovare proposte concrete da sottoporre poi agli organi competenti con lo scopo di convogliare le risorse per la loro realizzazione su progetti sviluppati da chi il territorio lo vive e ne conosce le peculiarità.
PREMESSA
Sappiamo benissimo che la pandemia, ancora in essere, assorbe molto tempo ai Sindaci, come siamo coscienti dei mille aspetti amministrativi che gli stessi devono affrontare con carenza di risorse sopperita da molta buona volontà ma la Politica non può delegare il proprio ruolo. È proprio nei momenti di difficoltà che occorre saper reagire e guardare avanti con fiducia e soprattutto farsi trovare pronti per ripartire e infondere fiducia anche ai nostri concittadini. Noi crediamo che l’opportunità che abbiamo davanti non può essere sprecata e perciò, molto modestamente, ci sentiamo di fare alcune proposte che naturalmente potranno e dovranno essere ampliate e rinforzate di contenuti tecnici specifici. Naturalmente vi sono alcuni comuni che, pur non rientrando nell’ambito 8, possono e devono partecipare a questa avventura come ad es. Bernate Ticino e Cuggiono o altri paesi limitrofi dell’asta dei navigli.
La nostra lista politica Robecco Futura è consapevole delle enormi capacità e peculiarità che il nostro territorio ha e perciò ritiene che sia giunto il momento che i rappresentanti dei comuni si ritrovino al più presto per dare corpo a questa iniziativa. Una strategia di medio-lungo periodo di cui abbiamo assoluta necessità; una visione condivisa, necessaria per innescare una responsabilità collettiva cittadini-istituzioni territoriali a discapito di interessi di parte e di breve termine. Ci rivolgiamo anche ai cittadini, alle imprese, alla collettività tutta perché i cittadini non possono abdicare al loro ruolo nella politica e anche loro si devono sentire responsabili di questo progetto che riguarderà l’avvenire di tutti. Sartre:” è vero che non sei responsabile di ciò che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei”.
Il Neoministro del Turismo Massimo Garavaglia, uomo del nostro territorio, in un passaggio dell’intervista al Corsera del 20 febbraio u.s. alla domanda:” È utile un messaggio unico per un paese che ha offerte tanto diverse?”, risponde:” non si tratta di rendere tutto uguale, anzi: va valorizzato il territorio, vanno fatti conoscere i tesori locali nascosti anche utilizzando i nuovi media, la Rete…”.
CONSIDERAZIONI GENERALI
La riflessione nasce dall’ultima statistica sulla vivibilità delle città italiane pubblicata dal Sole 24 ore del dicembre 2019, prima che scoppiasse la pandemia che vedeva Milano per il secondo anno consecutivo in testa alla classifica. L’ex metropoli industriale, “grigia, fredda e in decadenza è ora meta turistica e calamita di forze, energie e cervelli, internazionale, aperta e contemporanea”, come ama dire il Sindaco Sala. Un momento magico che vede Milano prima nella categoria affari e lavoro, seconda alla voce ricchezza e consumi, terza per cultura e tempo libero; in più Milano ospita un terzo delle multinazionali del paese e la sua popolazione continua ad aumentare superando la soglia di 1,4 milioni di abitanti. Certo non è tutto oro quello che luccica e per stessa ammissione del suo sindaco, Milano deve ancora risolvere problemi fondamentali quali la lotta all’ingiustizia sociale, alla criminalità organizzata, in particolare lo spaccio di stupefacenti e il degrado delle periferie che, una volta sistemate, vi è la probabilità che si spostino verso l’esterno col rischio che sarà il nostro territorio a diventare la periferia della metropoli a meno che non ci decidiamo ad invertire la rotta come ha fatto Milano nel decennio appena passato. Certo i dati del dicembre 2020 della stessa classifica del Sole 24 ore, dopo un anno di pandemia, vedono Milano perdere competitività e scivolare nella stessa classifica al dodicesimo posto sulla qualità della vita, a partire dagli spazi abitativi e conseguente diminuzione di popolazione che cerca rifugio proprio nell’hinterland milanese.
Ebbene, se è vero che facciamo parte della Città Metropolitana Milanese, dobbiamo avere gli stessi diritti e gli stessi doveri della grande città che ha saputo, nonostante il peggioramento in classifica, rigenerarsi e porsi all’attenzione del mondo intero come città multiculturale di alto livello e come laboratorio per attrarre nuove risorse. E noi invece? Analizzando solo alcuni dati possiamo vedere come all’interno della città metropolitana la nostra zona, ossia l’ambito n. 8 della stessa cui faremo riferimento più avanti, sia rimasta indietro: la popolazione di Milano è aumentata negli ultimi dieci anni fino ad arrivare a 1,4 milioni di persone, ad es. a Robecco, (usiamo il nostro comune come parametro, ognuno lo potrà fare per il proprio) ha perso abitanti fino ad a arrivare al 31/12/2019 a 6805 abitanti (eravamo 6762 nel 2018, un piccolo incremento di 43 persone, dovuto quasi tutto all’aumento di stranieri, in maggioranza donne ossia badanti ma con un ulteriore saldo negativo di meno undici tra nati e morti; i dati al 31 dicembre 2020 registrano ancora una piccola diminuzione rispetto al 2019, posizionandosi a 6.800 abitanti, con un saldo negativo di meno 25 tra nati e morti anche se in parte dovuti al Covid), mentre il piano regolatore prevedeva una crescita della popolazione fino a circa 10.000 abitanti. I prezzi delle case aumentano continuamente a Milano, dove ad es. la ricerca dei bilocali supera del 20% l’offerta, mentre da noi diminuiscono, gli affitti delle case pure, l’occupazione a Milano aumenta mentre nel nostro ambito si va sempre più verso una deindustrializzazione senza precedenti. Crediamo che bastino questi pochi dati per poter affermare che i tempi sono maturi per, prima di tutto, far crescere una cultura metropolitana a tutto tondo con la consapevolezza da parte di tutti i cittadini della stessa di avere pari dignità, pari diritti e pari doveri di quelli di Milano, secondariamente di avere le stesse opportunità, seppur sotto forme diverse di quelle che si sono riversate su Milano. Mentre quasi sempre i diritti sono scontati, i doveri e le opportunità no e allora bisogna assolutamente, come ha fatto la città di Milano, darsi da fare per rigenerare tutto il nostro territorio Magentino-Abbiatense che comprende il nostro ambito 8 con i suoi 28 comuni che la stessa Città Metropolitana classifica come: TERRA DI AGRICOLTURA TRA TRADIZIONE E FRUIZIONE. 360,44 KMQ, 215.784 abitanti, 50.690 addetti (dati al 2017), con un territorio per il 70 % agricolo contro il 2% dell’intera città metropolitana. La città metropolitana conta 133 comuni per un’estensione di 1.575 kmq., con oltre tre milioni di abitanti è la terza area più popolata d’Europa dopo Londra e Parigi, con densità abitativa di 2.062 abitanti per kmq.
A Milano il fermento è evidente e la capacità di realizzazione pure, basti pensare all’ex area Expo, che prevede la creazione di un’eco sistema dell’innovazione, con la presenza di un campus universitario, ossia le sette facoltà scientifiche della Statale, il centro di ricerca pubblico Human Technopole, che a regime prevede 1.200 ricercatori e un grande ospedale come il Galeazzi che fa anche ricerca universitaria, già in fase di costruzione con 600 posti letto e sarà pronto nel 2021. Numeri che fanno spavento solo a citarli ma che stanno trovando posto in un’area che si trova a solo quindici km. da noi in linea d’aria e dopo quattro fermate partendo dalla stazione di Magenta, ossia Rho-Fiera. A questo proposito, Arexpo non sarà più solo Mind, ossia il grande progetto di riqualificazione da un milione di metri quadrati dell’ex area Expo, ma allargherà il suo campo di rigenerazione alle aree dismesse in tutta la Lombardia, dagli spazi demaniali, ai vecchi ospedali, agli edifici abbandonati. A stabilirlo è una legge regionale sulla rigenerazione (come ritorna questo temine) approvata a novembre. Arexpo, società a capitale pubblico, diventerà “la cassetta degli attrezzi” degli enti pubblici lombardi che devono ripensare e quindi rigenerare spazi abbandonati e curare le mille ferite del territorio. Sembra che già molti enti pubblici si siano rivolti ad Arexpò, per rigenerare le aree di cui molti da fuori Milano città. Per non parlare delle riqualificazioni urbane che sono avvenute, stanno avvenendo e verranno fatte, basti pensare alle aree attorno alle storiche stazioni ferroviarie. Ma si sa, ogni medaglia ha il suo rovescio e Milano, prima o poi pagherà, probabilmente, questa scelta milanocentrica e così come è successo negli anni Ottanta, i cittadini di Milano, complice, purtroppo, il Covid 19 venderanno le loro case, che nel frattempo si saranno rivalutate molto e col ricavato della vendita di un semplice appartamento si compreranno una villa all’esterno della cintura della città. Molti non potranno più permettersi di abitarvi, soprattutto i giovani e le famiglie, la città sarà sempre più cara e molti vorranno, anche per scelta e non solo per motivi economici, venire ad abitare fuori per una vita più tranquilla e bucolica. Del resto, questo sta già avvenendo a Parigi, dove il prezzo del successo si sta già pagando. In cinque anni la città ha perso oltre 50.000 abitanti per il prezzo alle stelle delle case e del costo della vita.
Nel discorso di fine anno, il Presidente Mattarella ha chiesto a tutti i cittadini italiani di cambiare passo, se vogliamo ricostruire una vera ripartenza e con Carlo Emilio Gadda che vedeva nel vizio tipicamente italiano il “denigramento di noi stessi”, ha avvertito: ” la fiducia con cui si guarda da fuori al nostro paese, deve indurci ad averne più in noi stessi, per dar corpo alla speranza in un futuro migliore”. Così come ha richiamato una nuova stagione dei diritti e dei doveri, cui tutti dobbiamo sentirci interpreti e soprattutto più spazio ai giovani. Insomma, diciamo noi, un netto bisogno di futuro, di speranza; che esso ci riservi qualcosa di meglio di quel che viviamo nel quotidiano. Per uscire da questa impasse di gestione dell’ordinario, è necessario aver voglia di ridisegnare la vita collettiva e la sua struttura nella composizione sociale ma soprattutto quella urbana che è rimasta nel nostro territorio compressa e decadente: rigenerarsi appunto. Spesso, per problemi umanitari, per sensibilità o per pura carità che quando ci sfugge di mano, parafrasando San Paolo diventa pelosa, giustamente riversiamo molte risorse municipali per andare incontro ai più bisognosi trascurando e riducendo l’attenzione a quello che è il compito della Politica che con coraggio e fiducia deve guardare al futuro; deve avere un afflato ampio e lungimirante. Non possiamo più continuare a trascurare l’aspetto urbanistico delle nostre città e del nostro territorio perché vivere in un contesto salutare, fecondo, bello ( la bellezza è un’arma formidabile di rilancio, a volte i costi sono uguali facendo cose brutte o belle e la bellezza perché sia tale non deve essere meramente soggettiva ma riconosciuta dai più e in particolare dagli esperti) , tecnologicamente avanzato, accogliente e umanamente consono ai valori di civiltà comunemente costruiti in secoli di storia, non può che essere un grande momento di aggregazione e inclusione sociale. L’urbanistica e l’uomo da sempre vanno a braccetto, non possiamo scindere i luoghi in cui viviamo dalla vita che viviamo e perciò dobbiamo assolutamente renderci conto che per avere una nuova vita futura occorre rigenerare il contesto in cui viviamo e diventare attrattivi al fine di generare quella ricchezza, non fine a sé stessa ma quella ricchezza sociale che deve stare alla base di una società solidale e umanamente possibile. Uno dei punti essenziali è il piagnisteo, perché se è vero che i Comuni sono stati in questi anni penalizzati, è anche vero che ci sono a disposizione fondi europei, statali e regionali che non vengono spesi o spesi male. Il Parlamento Europeo ha stanziato 1000 miliardi per i prossimi dieci anni, per l’Italia 4,8 miliardi per il Green Deal Europeo, mentre nella penultima finanziaria ad es., la così detta norma Fraccaro mette a disposizione 500 milioni di euro per i comuni che vorranno investire nelle opere e infrastrutture legate alla sostenibilità ambientale. Una sorta di Green new Deal comunale cui attingere per poter comperare ad es. bus elettrici, e quello di Robecco ad es. ha già parecchi anni, pannelli solari sui tetti, arredi urbani a basso impatto ambientale e sistemi di monitoraggio per il rilevamento delle emissioni, isole ecologiche intelligenti, impianti di illuminazione a led, abbattimento di barriere architettoniche, bonifiche di aree urbane ecc. I finanziamenti verranno assegnati ai comuni in base agli abitanti e vanno da un minimo di 50 ad un massimo di 250,000 euro. Perché allora non approfittarne? A Robecco e d’intorno non c’è nulla da fare? Se teniamo conto, inoltre, dei dettami del Manifesto di Assisi, che intende promuovere un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica, non possiamo più rimanere indifferenti- Perché allora non aderire (già in 1600 tra comuni ed associazioni hanno aderito)? Questo manifesto non è un libro dei sogni ma la concreta possibilità per contribuire, ciascuno nel proprio ambito, al miglioramento sociale e ambientale del nostro paese. Del resto, i cittadini sono ormai, a prescindere del colore politico, molto sensibili a questi temi, tanto che dopo il lavoro vedono nella sostenibilità ambientale il secondo tema più importante per le loro vite. E in più ora che abbiamo il Recovery Fund, non abbiamo più scuse per invertire la rotta.
Un altro tema ci tocca da vicino; non possiamo esimerci dal mettere in conto che saremo sempre più una società multi etnica e anche nella nostra comunità, da una piccola indagine che ognuno può facilmente fare, emerge come vi sia la necessità di lavoratori che svolgano alcune mansioni che i nostri connazionali, che si lamentano a torto del lavoro loro sottratto, mai si adatterebbero a fare; sono mansioni ormai riservate solo agli immigrati come le badanti o i famigli in agricoltura o in certa industria. Se la popolazione straniera in Italia nel 2018 è di 5,255 milioni, dati Istat, pari al 8,7% del totale (Svizzera 25%, Germania 11.7), a Robecco siamo intorno al 4,5%, dati 2019 (340 persone, 148 maschi e 192 femmine, di cui 55 dall’Ucraina, 40 dalla Romania, 24 dal Marocco, 32 Egitto, 14 Equador, 11 Bulgaria, 15 Albania, 12 Moldavia per citare i più numerosi- 357 dati 2020).Se non ci fossero nemmeno questi immigrati saremmo davvero messi male. Per non parlare dell’emigrazione giovanile, di cui non ci si occupa mai che vede nel nostro piccolo più di trenta giovani, che dal 2000 sono a lavorare all’estero, soprattutto laureati che ricoprono importanti incarichi lavorativi. Anche su questo tema non occorre più vivere di slogan e di false percezioni, per non parlare di pregiudizi ma affrontare il problema creando anche nella politica locale le opportunità per avere in futuro mano d’opera qualificata e sempre più integrata. Dobbiamo anche qui scegliere se governarla o subirla.
Ecco allora la dote maggiore della politica, anche quella locale: la lungimiranza di guardare al futuro e intravedere ciò che potrà accadere fra dieci o venti anni, ben sapendo che gli stessi attori che mettono sulla carta questi progetti, a volte rischiano di non vederli realizzati con loro stessi nel ruolo di comando. Non dobbiamo aspettare che la politica nazionale ci dia una mano, ben venga se arriva, ma anche noi abbiamo il dovere di ricordare, prima di tutto a noi stessi, che la somma di comunità ben gestite e amministrate che si aprono al futuro con fiducia, non possono che creare nell’insieme un’Italia e un’Europa migliore.
Il territorio di quest’area è per il 70% della sua estensione utilizzato a fini agricoli, di cui buona parte compresi nell’ambito del Parco del Ticino e Parco Sud che connotano fortemente l’identità di questo territorio; se poi aggiungiamo il sistema Navigli, risulta chiaro che la vocazione di buona parte di questo ambito si trova in una posizione unica da un punto di vista ambientale. Certo non possiamo negare che il nostro territorio abbia subito negli anni alcuni scempi, quali una serie di capannoni dismessi o alcune lottizzazioni disordinate, ma tutto sommato possiamo dire di avere a disposizione ancora una grande fetta di verde e di paesaggi straordinari, modellati dalla sapiente mano dell’uomo che è riuscito nel corso dei secoli a regalarci alcuni monumenti, ville storiche, castelli, molini, ecc., che completano un quadro davvero ricco e unico.
È chiaro che il nostro punto di riferimento era e resta il capoluogo di questa città metropolitana, ossia Milano, e proprio con questa realtà ci dobbiamo confrontare ogni giorno ma non possiamo e non dobbiamo più essere Milanocentrici ma mettere sul piatto della bilancia un PROGETTO per il futuro di questo territorio. PROGETTO che non potrà non tener conto della nuova mentalità cambiata che ha visto nascere il MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA, a cui dobbiamo necessariamente far riferimento, soprattutto per le opere infrastrutturali.

PROPOSTE
AGRICOLTURA. È il pilastro su cui da secoli si fonda questo territorio. Il 70% però del nostro ambito è ancora agricolo e perciò non possiamo rinunciare a questa grande opportunità anche per il futuro. Un’agricoltura moderna, pulita, innovativa, tecnologica che possa far ritornare alla terra, come da altre parti, i giovani. Il dibattito in questo settore è molto aperto a partire dalla ricerca di nuove soluzioni per uno sfruttamento sempre più naturale della campagna. Naturalmente quando parliamo di agricoltura, non pensiamo solo al duro lavoro della campagna ma a tutta una serie di attività complementari, come le aziende di trasformazione, casearie, ortofrutticole ecc. Dobbiamo accompagnare questo processo al fine di rendere l’agricoltura, oltre che competitiva, sana ed economicamente trainante.
PIANI GENERALI DEL TERRITORIO. Crediamo che questi strumenti di programmazione siano ormai superati dagli eventi, dalla situazione generale e pressante del sistema climatico, e dalle nuove leggi in itinere sul consumo del suolo, dalla deindustrializzazione, dalla denatalità ecc., ci portano a pensare che sia giunta l’ora di arrivare al superamento dei singoli piani generali del territorio e parlare con una sola voce comprensoriale, nel nostro caso l’ambito 8. Per fare un esempio concreto perché non recuperare al lavoro le strutture EX SAFFA o SILTAL o IGAV, o AMETEK CIARAMELLA, evitando la costruzione di nuovi capannoni, supermercati ecc. e preservare il resto del territorio circostante adibendolo ad altre attività che permetterebbero di attrarre nuovi abitanti? Una volta ci si trasferiva in determinati luoghi perché vi era il lavoro, ma ora non è più solo così, anche se in parte ancora vero ma le nuove generazioni soprattutto scelgono di far crescere i loro figli in ambienti puliti, ecologicamente avanzati, tecnologicamente ben serviti, con servizi adeguati e di qualità, moralmente e civilmente sani ( a questo proposito dobbiamo avere un’ attenzione particolare alle nuove mafie che stanno intaccando sempre più i nostri territori con mezzi nuovi e sofisticati), prestandosi piuttosto a viaggiare ben sapendo che al ritorno trovano un ambiente conforme ai loro principi di vivibilità. Tutto ciò spinto da un irreversibile modo di lavorare che consacrerà sempre più lo smart-working.
UN NUOVO MODO DI ABITARE. Perché non sfruttare il così detto housing sociale, tra l’altro finanziato in modo massiccio dalla Fondazione Cariplo, per attrarre nuove famiglie giovani? Solo con l’innesto di giovani famiglie potremo guardare con serenità al futuro. Perché non recuperare l’immenso patrimonio edilizio inutilizzato che da secoli i nostri cortili offrono come sapiente modo di vivere in comunità? Basta pensare, ad es., all’opera positiva e protettiva che i nostri cortili con i loro spazi vitali hanno e continuano ad effettuare durante la pandemia. Contesti abitativi che privilegino la socializzazione, dove bambini e adulti si ritrovino in spazi a loro disposizione e dove si favorisca la sicurezza e la protezione. Nelle nuove costruzioni, in particolare, si dovrà tener conto anche di esperti di criminologia, perché questo permetterebbe di tener sotto controllo da parte di tutti il contesto in cui si vive a scapito della criminalità che purtroppo non sparirà mai. Occorre inoltre intervenire per premiare il recupero del patrimonio esistente, con incentivi ad ogni livello (le persone non ristrutturano e abbandonano i vecchi cortili e caseggiati perché costa di più ristrutturare che costruire ex novo, dando così spazio alla speculazione edilizia e soprattutto alla sottrazione di ulteriore verde).
INFRASTRUTTURE. Non possiamo non partire da due situazioni ormai quarantennali e oltre, per ribadire che sono opere necessarie e indispensabili per il nostro territorio, ossia: il raddoppio della Milano Mortara e la strada di collegamento Vigevano-Malpensa. Mentre la prima è quasi scontata e tutti sono d’accordo (si tratta solo di farla), la seconda ha creato negli anni forte contrapposizioni tra i NOTANG composta da una minoranza che ha caparbiamente difeso il proprio orticello senza proporre soluzioni alternative valide, e una maggioranza, SITANG formata dalla stragrande maggioranza dei cittadini che ha sempre però accettato progetti forniti da ANAS che, non solo sono superati dai tempi ma hanno il vizio di deturpare il territorio in modo violento. IN MEDIO STAT VIRTUS e perciò non è possibile trovare una soluzione che contempli le due posizioni? Del resto il nuovo ministero della Transizione Ecologica non permetterebbe più la riproposizione di una superstrada come quella progettata da ANAS e perciò crediamo che con un ridimensionamento e riutilizzo di strade esistenti, oltre a tratti nuovi, costruiti con i sacri crismi, con piste ciclabili a fianco, con aree vincolate attorno al fine di non deturpare con nuove costruzioni (ora non c’è più il problema dei soldi), si possa trovare e risolvere una situazione che ormai ha del tragicomico. Questa strada di collegamento è per noi vitale se vogliamo che il nostro territorio non soffra ulteriormente e possa rilanciarsi.
METRO’. Un altro aspetto cui dovremo tener conto sarà il collegamento con il capoluogo. Dovrà essere veloce e senza l’utilizzo, possibilmente, di automobili. Una metropolitana che arrivi fino a Magenta da una parte e Abbiategrasso dall’altra potrebbe risolvere questo problema. Del resto, questi prolungamenti sono già previsti, in particolare quello fino a Magenta. Le nuove generazioni, le nuove famiglie che decideranno di venire ad abitare il nostro territorio, dovranno avere però la possibilità di raggiungere il capoluogo in un tempo accettabile, per poter usufruire di tutti quei servizi che solo la città capoluogo può offrire.
PISTE CICLABILI. Non siamo all’anno zero (vedi progetto MIBICI), ma dobbiamo ancora fare moltissimo per collegare i vari paesi tra di loro e i vari paesi con il capoluogo. Dobbiamo creare una rete ciclabile, una sorta di ragnatela che permetta di raggiungere facilmente in bicicletta i posti di maggior frequentazione, come gli ospedali, le scuole, i supermercati, i mercati rionali, i centri storici ecc. Altro aspetto è poi la tenuta di queste ciclabili che spesso sono considerate, una volta fatte, le cenerentole della manutenzione.
URBANISMO TATTICO. Ovvero micro-trasformazioni da effettuare all’interno di ogni singolo comune, attraverso interventi promossi “dal basso”, tendenti a trasformare aree situate in quartieri o centri storici. Aree che da parcheggi diventano pedonali, ciclabili, spazio giochi o piazze di aggregazione, attraverso il semplice utilizzo di vernici colorate e di fantasia. A Milano vi sono già esempi di questo tipo molto ben riusciti; perché non poterli effettuare anche nei nostri comuni?
GESTIONE RIFUTI - ECONOMIA CIRCOLARE. Abbiamo nel Magentino-Abbiatense ben tre società che si interessano alla loro gestione comprendendo ciascuno una serie di comuni, a volte vicini a volte lontani. Ogni comune conferisce poi servizi differenziati, a volte pochi, che non portano ad una razionalizzazione ottimale dei costi. A.S.M. a Magenta partecipata da 10 comuni, A.M.A.G.A. ad Abbiategrasso, IL CONSORZIO DEI COMUNI DEI NAVIGLI di Albairate, 22 comuni. Salvo qualche comune, la maggioranza dei comuni fanno parte dell’ambito otto della nostra città metropolitana. E allora perché non creare una singola azienda per la gestione dei rifiuti (oltretutto già da anni auspicata dal legislatore)? Noi crediamo che in questo caso il “piccolo è bello”, non funzioni. Solo con un’adeguata struttura si potrà in futuro affrontare con economie di scala e di scopo la concorrenza in un settore che è sempre di più in espansione e soprattutto potrà avere per i comuni stessi interessanti ritorni economici.
SMART LAND. Significa letteralmente territorio intelligente con una particolare attenzione alla coesione sociale, alla creatività, alla conoscenza, alla libertà di movimento, all’utilizzo sapiente delle risorse territoriali, all’accessibilità. È con l’ausilio di politiche condivise e diffuse che si occupino, fra le altre cose, di natura, storia, architettura e di un adeguato piano urbanistico che si aumentano la competitività e la bellezza allo scopo di trasformare un territorio da ordinario ad attrattivo. Un luogo dove le diverse identità territoriali sono in grado di esprimersi al meglio perché valorizzate da un’offerta di tematiche, mappature e percorsi avanzati che promuovono e valorizzano sotto tutti i punti di vista il suo valore. Non è forse quello che fa al caso nostro? Ambiente, artigianato, cultura, economia, architettura, produttività, gestione dei rifiuti, riduzione del traffico privato, ecc. possono integrarsi tra di loro per creare un nuovo modello di sviluppo a misura d’uomo che parta dalla cultura dei luoghi, dalle loro specificità, dai saperi tramandati dalle passate generazioni per approdare alla creazione di nuovi laboratori di idee che si mettono in sinergia a partire dalle Start Up e dai giovani.
E proprio ai giovani dobbiamo lasciare spazio, perché il Next Generation EU è rivolto proprio a loro. Mentre normalmente i fondi europei vengono gestiti da coloro che detengono il “potere”, è bene che in questo caso si ribalti il concetto, utilizzando il modello di soccorso che si usa in ogni guerra, e con la pandemia siamo in guerra: reclutare nuove forze, ossia i giovani. Già è stato scandaloso lasciar partire molti giovani oltre i confini nazionali dopo averli fatti studiare; un’energia vitale che ha tra l’altro trovato spesso all’estero riconoscimenti e soddisfazioni. Non sciupiamo anche questa occasione. I giovani portano entusiasmo, freschezza, competenze al passo con i tempi. Coinvolgiamo perciò i giovani in questo progetto, naturalmente sotto la direzione di persone sagge ed esperte; ciò porterebbe i giovani a ritrovare fiducia nelle istituzioni e magari far rientrare in Italia qualche giovane cervello in fuga. In ogni comune del nostro ambito vi sono tanti giovani preparati, laureati, che potrebbero dare un contributo fondamentale per la tutela e la valorizzazione del territorio. E i giovani però, a fronte di una fiducia piena, non potranno, come in guerra, sentirsi estranei e dovranno far sentire la loro voce, quella voce che da molti anni manca sulla scena politica locale e nazionale.
Ci potrebbero essere moltissimi altri esempi da sottoporre all’attenzione, ma crediamo che questi siano sufficienti per capire che direzione dovrebbe prendere il nostro ambito, ossia la creazione di uno scrigno, l’ambito 8 appunto che con una sua caratteristica e peculiarità che riassumiamo per brevità in “QUALITA’ DELLA VITA”, diventi naturalmente, il grande polmone della Città Metropolitana, ossia il suo PARCO, non in senso giuridico ma de facto perché offre agli abitanti ed ai turisti che vengono a Milano, un luogo da visitare al pari del Duomo, il Cenacolo ecc., e da vivere dove la natura fa da padrone e dove il relax, la lentezza, la contemplazione che è sempre abbinata alla meditazione, diventano i cardini portanti per le future generazioni ( un parco come a Vienna o Berlino per fare degli es., dove questo concetto è già stato assorbito, mentre da noi manca ancora questa concezione, con il rischio concreto che non venga interiorizzato dai cittadini). Un turismo lento, non invadente, che può trovare nei nostri luoghi l’alternativa alla città e tutto ciò che la città non può dargli. Insomma, un luogo da invidiare, un posto dove voler vivere, e soprattutto un posto sicuro in tutti i sensi (ricordiamo che a memoria d’uomo nei nostri comuni non sono mai successi grandi catastrofi ambientali e con i cambiamenti climatici questo è un valore aggiunto non da poco).
Dopo la creazione del Parco del Ticino, del Parco Sud e del Sistema Navigli Lombardi, scelte lungimiranti sollecitate dalla partecipazione popolare e adottate da una politica del buon senso e da un’operosità tutta lombarda, quando ancora non si parlava di emergenza climatica, siamo convinti che occorra, partendo da tutto ciò che di buono è stato fatto, continuare in questa opera di salvaguardia e di rilancio del territorio, per dare l’opportunità a noi ma soprattutto alle future generazioni di non trovarsi tra qualche anno spiazzati. Le persone che hanno saputo nel tempo preservare il patrimonio ambientale che viviamo non possono essere tradite e a noi tocca il compito di continuare la loro opera con l’occhio che guarda al futuro. Al nostro territorio non manca niente, dobbiamo solo avere il coraggio di “sfruttarlo”; ne sarà ben felice. Del resto, ormai da anni si assiste ad una continua ricerca e valorizzazione dei borghi più belli d’Italia e caratteristici, e nella nostra zona già due sono entrati in questa classifica: ossia Cassinetta e Morimondo. Ora anche il Corriere della Sera ha cominciato un’interessante iniziativa che si chiama LA NARRAZIONE DEL PAESE NASCOSTO, per la riscoperta e la segnalazione, anche all’estero, di tutti quei borghi e cittadine che meritano di essere segnalate per le loro caratteristiche storiche e ambientali, oltre che per la loro originalità (www.corriere.it/bello-italia/luoghi-da-scoprire); il concorso era valido fino a febbraio ma verrà ripetuto anche il prossimo anno, perché questo è il quinto. Un’altra opportunità da non perdere.
Del resto, diversi Sindaci ed ex Sindaci anche di città importanti hanno sottoscritto un appello affinché i fondi europei non vengano gestiti solo dallo stato centrale e chiedono che la rinascita dell’Italia parta dal basso, dalle città, dalle comunità urbane, dalle loro amministrazioni:” Le città sono il luogo in cui si attuerà o meno il nuovo sviluppo sostenibile, per ridurre le disuguaglianze e aumentare il benessere sociale. Il tutto in coerenza con gli indirizzi di sostenibilità dell’Agenda ONU 2030. I Sindaci dovrebbero rivendicare perciò una maggiore possibilità di spesa e riattivare una sana e fattiva sinergia fra loro. La crisi attuale richiede la capacità di elaborare progetti con una dimensione territoriale e un’economia di scala più ampie”.
CONCLUSIONI E PROPOSTA OPERATIVA
Quanto esposto è la nostra visione per un futuro auspicabile per il nostro territorio e da cui non si potrà prescindere se vogliamo salvaguardare il futuro dei nostri giovani, consegnandogli un ambiente migliore di come le ultime generazioni lo hanno ridotto. Non sarà un cammino facile e neppure rapido; prima avviamo questa impresa e meglio sarà per tutti. Non possiamo più perdere tempo. Chi agisce senza uno sguardo al futuro, non solo progredisce, ma rischia seriamente di tornare indietro.
Proponiamo che i Comuni di riferimento dell’ambito 8 – Magenta, Abbiategrasso, o qualunque istituzione intenda farsene carico – agiscano da catalizzatori e organizzatori di questa iniziativa al fine di rendere operativa la nostra proposta, se considerata meritevole di attenzione.
Proponiamo di conseguenza che venga convocato al più presto un tavolo di lavoro per formulare una mozione che contenga i punti cardine sui quali lavorare e l’organizzazione da approntare (un referente politico, possibilmente giovane e un tecnico per ogni comune, oltre la sede di ritrovo). Questa mozione sarà successivamente da proporre in ogni consiglio comunale del Magentino-Abbiatense per la sua approvazione.
Per ROBECCO FUTURA – Dario Tonetti