venerdì 27 maggio 2022

MAGENTINO – ABBIATENSE : LUOGO DI CULTURA E TURISMO LENTO PER I GIOVANI

 



MAGENTINO – ABBIATENSE : LUOGO DI CULTURA E TURISMO LENTO PER I GIOVANI

A costo di essere ripetitivi, ci piace insistere su un tema che purtroppo, le amministrazioni locali non prendono in seria considerazione. Ossia la possibilità di un rilancio del nostro ambito metropolitano Magentino-Abbiatense, anche attraverso una nuova forma di muoversi in libertà  denominata slow tourism. Un modo di affrontare le vacanze, anche brevi, a piedi, in bici, a cavallo, alla ricerca di location che permettano di coniugare cultura, relax, divertimento e buona tavola.

Lo spunto viene dall’ultima borsa del turismo che si è tenuta a Milano il mese scorso, dove si è evidenziato proprio quest'aspetto in Lombardia, dove si punta al mercato del turismo green abbinato ai matrimoni e alla cultura. Ciò che più colpisce è che la così detta generazione Z (nati tra il 1997 e il 2000), non solo locale ma globale, punta a un turismo sostenibile, innovativo e responsabile. Una delle mete preferite rimane l’Italia e i suoi borghi. Ebbene, non possiamo rilevare come il Magentino-Abbiatense abbia tutti i numeri, attraverso le caratteristiche che ogni singolo comune dei ventotto che ne fanno parte, per proporsi al mercato come leader indiscusso all’interno della città metropolitana.

Certo occorre che il “pubblico” supporti , attraverso un coordinamento univoco, tecnologico, pratico e sburocratizzato il più possibile, in collaborazione con la grande città di Milano, tutte quelle iniziative che poi i privati e le associazioni come le Proloco dovranno creare sul territorio. A questo proposito, se vogliamo puntare al mercato dei giovani turisti, dobbiamo avere la possibilità di una ricezione che vada in tal senso. Che bello, infatti, sarebbe, avere un ostello della gioventù al primo piano del nostro castello a Robecco, con la possibilità di accogliere un pullman di ragazzi, offrire loro la possibilità di vedere le nostre ville, i nostri monasteri e le nostre vallate, pranzare e cenare nei nostri ristoranti, solo per fare qualche esempio.

Noi crediamo che questa guerra e soprattutto la pandemia, abbiano ulteriormente rafforzato la voglia di riscoprire i nostri luoghi, di vivere all’aria aperta a pochi chilometri da casa, di confrontarsi con la cultura e la storia che ci hanno lasciato le precedenti generazioni. Turismo lento non vuol dire solo relax (certo ci sarà sempre chi passerà in bici a velocità supersonica senza guardarsi attorno), ma soprattutto contemplazione, che si sa, è l’anticamera della meditazione.

Noi continuiamo a crederci e speriamo che le istituzioni locali sappiano sempre più fare squadra e operare un salto di qualità operativo, perché questo settore potrebbe rivelarsi importante anche per nuove attività e posti di lavoro.

Robecco Sul Naviglio,  19 maggio 2022                   ROBECCO FUTURA

mercoledì 4 maggio 2022

AUTOSTRADA GENOVA – LUGANO


 


AUTOSTRADA GENOVA – LUGANO


Si è tenuta sabato 9 aprile scorso una manifestazione ad Abbiategrasso per la tutela del Paggianunz, il verde che si trova a ridosso dell’Annunciata e minacciato di colate di cemento, e dell’eventuale nuova tangenziale targata A.N.A.S. Vigevano-Malpensa.

Nel ribadire la nostra contrarietà per una struttura mastodontica e sovradimensionata per il nostro territorio, vogliamo, a solo titolo d'informazione e perchè il dibattito sulla tangenziale non si riduca a uno sterile NO TANG – SI TANG, bensì per apportare massa critica alla discussione, raccontare un pezzetto di storia, che può servire a chiarirsi le idee.

Siamo nell’anno del Signore 1951, e il Comune di Robecco, in data 16 luglio, scrive con urgenza all’Amministrazione Provinciale di Milano quanto segue: “ OGGETTO: Autostrada Genova-Lugano. Questo Comune ha in corso lo studio del progetto esecutivo per l’imminente costruzione dell’acquedotto e fognatura e gradirebbe conoscere da codesto ufficio tecnico il tracciato dell’Autostrada Genova-Lugano ed eventuali strade in rettifica dell’attuale Abbiategrasso-Magenta, e se sarà suscettibile, nel prossimo avvenire, che abbia esecuzione allo scopo di formare un tracciato stradale del piano regolatore e fissare l’ubicazione del pozzo serbatoio, stante che il comune ha una sola via di comunicazione tra Magenta e Abbiategrasso, e necessita studiare una deviazione della circonvallazione stradale per far luogo all’esecuzione dei lavori. Nell’attesa di Vs. gradite comunicazioni, con cortese sollecitudine ringrazio e porgo distinti saluti. Firmato Sindaco De Bernardi”.

Il 26 luglio 1951 la Provincia risponde: ” Per eventuali notizie riguardanti l’Autostrada Genova-Lugano occorre rivolgersi all’A.N.A.S. di Milano. Nessun progetto di rettifica è allo studio presso Ufficio, riguardante il tronco Abbiategrasso-Magenta”.

Il 31 luglio 1951 il Sindaco De Bernardi inoltra all’A.N.A.S di Milano. la stessa lettera inviata a suo tempo alla Provincia, e, per quanto ne sappiamo non ha mai ricevuto risposta. Abbiamo però altre informazioni riguardanti il collegamento in oggetto nel decennio successivo; il piano di fabbricazione del comune di Robecco prevedeva il passaggio della strada tra Robecco e Castellazzo (tanto che l’allora ditta Ciaramella, poi Ametek si collocò proprio a ridosso per comodità) e inoltre molti ancor oggi si ricordano che la strada era picchettata e segnata quindi materialmente sul terreno l’eventuale passaggio.

Partendo dal presupposto che per nostra fortuna quest'autostrada non è mai stata costruita, non possiamo però non sottolineare come questo scambio epistolare rilevi due incontrovertibili questioni sulle quali dobbiamo seriamente confrontarci, sgombrando la mente da preconcetti e storture che non portano a nulla. La prima riguarda l’esigenza, già abbozzata subito nel dopo guerra, di collegare il porto di Genova con Malpensa per poi arrivare alla Svizzera. La seconda, conseguenza della prima, è che quest’autostrada, come ora il progetto A.N.A.S., non è nata per risolvere la Circonvallazione di Robecco, bensì in un’ottica ben più ampia. Tanto che, guarda caso, il tratto che da Magenta va alla Malpensa è stato fatto senza che nessuno opponesse resistenza, anzi… Meditiamo, e con la speranza che presto ritorni la pace in Europa, sarebbe opportuno chiarirci le idee con un confronto serio e costruttivo, almeno a Robecco.

Come sempre: IN MEDIO STAT VIRTUS

Robecco Sul Naviglio, 4 maggio 2022

ROBECCO FUTURA    




domenica 10 aprile 2022

LA VALLATA DEL PARCO DEL TICINO: UNO SCRIGNO NATURALE


 

LA VALLATA DEL PARCO DEL TICINO: UNO SCRIGNO NATURALE



Crediamo che chiunque decida di partecipare alla vita politica e amministrativa del proprio comune debba necessariamente avere conoscenza, anche a grandi linee, della storia, della cultura, dell’economia, delle caratteristiche del territorio stesso e di quello circostante e delle loro potenzialità. Senza queste basi, diventa difficile per chiunque riuscire mettere sulla carta un serio programma amministrativo che vada al di là della normale pratica amministrativa.

Questi sono i presupposti perché si riesca a dare alla comunità amministrata una strategia di lungo respiro che, nel giro di qualche anno, a volte decenni, possa cambiare il volto, in senso positivo, della comunità stessa.

Solo a titolo di esempio: come sarebbe adesso Robecco, se nel 1995, con un programma elettorale di questo tipo, l’allora compagine di Insieme per Robecco, Sindaco Bertolini, non avesse messo in campo tutte le strategie necessarie, assieme ad alcuni comuni limitrofi e la Regione Lombardia, per dare una svolta epocale con il Piano Riscopriamo il Naviglio Grande? Operazione che ha permesso a Robecco di diventare uno dei borghi più belli e visitati del circondario. Ma l’amministrazione Bertolini aveva un altro piano nel cassetto, il PIANO VALLATA, che purtroppo, con il cambio di amministrazioni è sempre rimasto lì. Ora, finalmente, dopo anni, merito dei singoli imprenditori, della Proloco di Robecco, del Parco del Ticino, che hanno dato nuovo risalto e slancio a una serie di passeggiate organizzate da guide preparate e competenti, tra le quali la robecchese Claudia Tramarin, si stanno riscoprendo angoli naturalistici incantevoli, abbinati a visite culturali di notevole interesse. Visite guidate che stanno sempre più crescendo e che vedono la partecipazione di molte persone del territorio e finalmente anche di abitanti di Robecco desiderosi di conoscere angoli magici spesso a loro sconosciuti. Percorsi e visite in alternativa a quelle ormai famose sui navigli, che offrono moltissimi spunti alla contemplazione e allo spirito, oltre che far bene alla salute.

Certo questa riscoperta è solo l’inizio, perché di cose da fare ce ne sono ancora tantissime, a partire dal collegamento tra le frazioni, alla pubblicizzazione, a nuove iniziative economiche, alla rivalutazione della centuria romana (i ragazzi delle medie hanno fatto un progetto presentato al F.A.I. Fondo Ambiente Italiano), ecc.

E’ chiaro però che questa nuova possibilità non possa essere lasciata solo alla buona volontà dei singoli, ma aiutata, coordinata, supportata, da parte dell’amministrazione comunale che si deve fare parte attiva. Come? Innanzitutto crederci, (e sappiamo che l’attuale maggioranza, come noi, crede in questo progetto). Aprire un tavolo di lavoro ad hoc che coinvolga anche rappresentanti delle minoranze, le associazioni territoriali che già operano nel settore con l’aiuto esterno di professionisti urbanistici e naturalistici e altri competenti in materia, al fine di disegnare un percorso di valorizzazione, rilancio e tutela di uno scrigno invidiabile che ci è stato regalato dalla natura e dalla mano dell’uomo.

Prepariamo un lavoro per il futuro dei nostri giovani, non continuiamo a rimandare le troppe questioni lasciate sotto il tappeto (vedi mozione sul clima votata all’unanimità in Consiglio Comunale e lasciata in sospeso), attrezziamoci perché questa possibilità potrà tornarci utile in un futuro non troppo lontano. I visitatori del Parco del Ticino sono ormai oltre 700.000 l’anno, e se a questi sommiamo tutto il turismo milanese, è chiaro che, come anche da un punto di vista di ritorno economico, è una scommessa che dobbiamo certamente fare.

E allora FORZA. Noi ci siamo.



ROBECCO FUTURA

Robecco Sul Naviglio 9 aprile 2022


lunedì 4 aprile 2022

ELEZIONI AD ABBIATEGRASSO E MAGENTA: APPELLO AI CANDIDATI

 



ELEZIONI AD ABBIATEGRASSO E MAGENTA: APPELLO AI CANDIDATI

Si terranno il prossimo 1
2 giugno le elezioni nelle menzionate città, che per loro natura, sia territoriale sia per numero di abitanti, sono i due capisaldi del nostro ambito territoriale metropolitano: MAGENTINO-ABBIATENSE che ad oggi si configura solo come entità astratta più che entità istituzionale sovra comunale. Istituita perlopiù da una riforma dello Stato frettolosa e imprecisa, in parte ancora incompiuta.

Le prime elezioni comunali post pandemia, anzi, per la verità ancora con una pandemia non del tutto debellata e ancora molto insidiosa, e con una guerra in Europa che non sappiamo quando e come finirà.

Questi due elementi, non trascurabili, volenti o nolenti, influiranno certamente sull’assetto politico amministrativo di ogni comune, a partire dai bilanci e dalle possibilità, a breve, di effettuare investimenti. Infatti, le poche risorse disponibili sono state, e saranno, utilizzate per andare incontro alle fasce più deboli, ai servizi sociali e scolastici, alla gestione degli edifici comunali: pensiamo solo alle bollette del gas.

Questa situazione finanziaria, non ci deve fermare ed è opportuno che, in attesa di tempi migliori, si cominci a programmare il futuro del nostro territorio in termini di servizi e infrastrutture. Naturalmente non vogliamo entrare nel merito delle singole proposte locali dei candidati, ma cercare di suggerire ai candidati sindaci di tutti gli schieramenti, che il futuro dovrà necessariamente confrontarsi sempre più con un ambito territoriale, che all’interno della città metropolitana, non ha paragoni in termini di verde, di storia, di cultura, di bellezze naturalistiche, di corsi d’acqua, ecc. In questo può darci una grossa mano, il PNRR, che ci mette a disposizione, a fronte di progetti seri, credibili e sostenibili, i soldi necessari per realizzarli. Di cose da fare ce ne sono tante, da quelle in sospeso da decenni, come il raddoppio della ferrovia Milano-Mortara, o la tangenziale.

Soprattutto, l’appello che vogliamo fare ai candidati sindaci di questi due entità capoluogo del nostro territorio, è la richiesta di un cambio di mentalità rispetto alla programmazione territoriale e che di questa si facciano carico, in nome e per conto anche degli altri 26 comuni del proprio ambito.

Occorre, a nostro modo di vedere, una progettualità che coinvolga tutto il magentino abbiatense per decidere tutti assieme, cosa vogliamo farne del nostro territorio, quale vocazione dargli, quale qualità della vita ritagliarci ecc.

Sorgono allora spontanee alcune domande: possiamo andare avanti ancora a sottrarre terreno all’agricoltura per costruire inutili e ingombranti centri commerciali? Non bastano quelli che ci sono? Vogliamo che tutto diventi come la statale 11nei pressi di Magenta e Corbetta? Dobbiamo continuare ancora a dare spazio a mega strutture logistiche per portare a casa qualche onere di urbanizzazione che servirà poi solo a loro? O vogliamo recuperare il nostro patrimonio edilizio? Sentiamo parlare ancora di Piani Generali del Territorio da parte dei candidati; non sarebbe ora invece di abolirli e di farne uno unico territoriale che ci detti regole comuni di tutela e protezione?
Per quanto riguarda i servizi, dobbiamo andare avanti ancora un po con tre aziende multi servizi ASM, AMAGA, CONSORZIO NAVIGLI, oppure decidiamo di farne una sola per tutto il territorio?

Ci sarebbero molte altre questioni, ma queste bastano per farci capire come le due città di Magenta e Abbiategrasso, dovranno essere il motore di questo nuovo sviluppo del territorio in senso ecologico (che non vuol dire NO a tutto ma SI alle cose fatte bene), e i loro candidati dovranno essere consapevoli che non si potrà e non si dovrà più ragionare solo in termini localistici, ma con un afflato territoriale che vada oltre i singoli interessi.

Ci aspettiamo dai candidati sindaci un’assunzione di responsabilità che vada al di là del loro ambito comunale e coinvolga anche il futuro di un’area, il magentino abbiatense, che ha necessità di essere rivalutato per diventare attrattivo, darsi un’etica del vivere bene, creare ricchezza in ogni senso, da lasciare alle future generazioni.

In particolare poi ai candidati sindaci del centrosinistra e del PD che come partito, già da diversi anni, abbiamo attivato i tavoli di lavoro territoriali per arrivare con una proposta organica e un' idea comune sul nostro territorio che ha tutte le carte in regola per DIVENTARE IL PARCO DELLA CITTA’ METROPOLITANA.


Robecco 04 aprile 2022 

 LISTA ROBECCO FUTURA

sabato 19 febbraio 2022

Robecco Futura propone l'intitolazione della sala riunioni delle associazioni presso il municipio a Gino Strada fondatore di Emergency.

 

Foto di Matteo Masolini - Gino Strada #3, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=13499350

Robecco Futura propone l'intitolazione della sala riunioni delle associazioni presso il municipio a Gino Strada fondatore di Emergency.

E' sufficiente dare una scorsa al curriculum vitae di Gino Strada, che Emergency ha pubblico sul suo sito internet, per capire che quando si parla di Gino Strada si parla di una persona straordinaria che ha messo tutta se stessa al servizio dell'umanità.

Gino Strada, alle anagrafe Luigi Strada, nasce a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, il 21 aprile 1948.

Si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano e si specializza in Chirurgia d’Urgenza su cui fonderà la sua esperienza professionale, di vita civile, umana e politica.

Per completare la formazione da medico-chirurgo, negli anni Ottanta vive per 4 anni negli Stati Uniti, dove si occupa di chirurgia dei trapianti di cuore e cuore-polmone presso le Università di Stanford e di Pittsburgh. Si sposta poi in Inghilterra e in Sud Africa, dove svolge periodi di formazione presso l’ospedale di Harefield e presso il Groote Schuur Hospital di Città del Capo.

Nel 1988 decide di applicare la sua esperienza in chirurgia di urgenza all’assistenza dei feriti di guerra. Negli anni successivi, fino al 1994, lavora con la Croce Rossa Internazionale di Ginevra in Pakistan, Etiopia, Tailandia, Afghanistan, Perù, Gibuti, Somalia, Bosnia.

Nel 1994, l’esperienza accumulata negli anni con la Croce Rossa spinge Gino Strada, insieme alla prima moglie Teresa Sarti e alcuni colleghi e amici, a fondare EMERGENCY, Associazione indipendente e neutrale nata per portare cure medico-chirurgiche di elevata qualità e gratuite alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.

Il primo progetto di EMERGENCY, che vede Gino Strada in prima linea, è in Ruanda durante il genocidio. Poi la Cambogia, Paese in cui resta per alcuni anni.

Nel 1998 parte per l’Afghanistan: raggiunge via terra il nord del Paese dove, l’anno dopo, EMERGENCY apre il primo progetto nel Paese, un Centro chirurgico per vittime di guerra ad Anabah, nella Valle del Panshir.

Gino Strada rimane in Afghanistan per circa 7 anni, operando migliaia di vittime di guerra e di mine antiuomo e contribuendo all’apertura di altri progetti nel Paese.

Dal 2005 inizia a lavorare per l’apertura del Centro Salam di cardiochirurgia, in Sudan, il primo Centro di cardiochirurgia totalmente gratuito in Africa. Nel 2014 si reca in Sierra Leone, dove EMERGENCY è presente dal 2001, per l’emergenza Ebola.

EMERGENCY ha curato oltre 11 milioni di persone. L’utilizzo dei fondi e la ripartizione delle spese nei progetti sono da sempre resi pubblici nel bilancio disponibile sul sito dell'organizzazione e nel report di sostenibilità della stessa.


“Quel che facciamo per loro, noi e altri, quel che possiamo fare con le nostre forze, è forse meno di una gocciolina nell’oceano. Ma resto dell’idea che è meglio che ci sia, quella gocciolina, perché se non ci fosse sarebbe peggio per tutti. Tutto qui. È un lavoro faticoso, quello del chirurgo di guerra. Ma è anche, per me, un grande onore.” Gino Strada

Lettera da un chirurgo di guerra, trascrizione da “Pappagalli Verdi”



Gino Strada si è spento il 13 agosto 2021, Il 2 novembre 2021, il nome di Gino Strada è stato iscritto sulla lapide del Famedio del Cimitero Monumentale di Milano un luogo di tumulazione dei milanesi (di nascita o d'adozione) "illustri" o "benemeriti".

Con la nostra mozione chiediamo che l'amministrazione si attivi affinché la saletta riunioni destinata alle associazioni in municipio venga dedicata a Gino Strada per la sua straordinaria opera di volontariato, di umanità e umiltà, su cui ha speso degnamente un' intera vita con coerenza e senza risparmiarsi nulla. A Gino Strada va sicuramente il nostro più sentito ringraziamento. Non è molto per quanto ci riguarda ma un punto di inizio per consegnare alle future generazioni il ricordo di un uomo straordinario.




Robecco Futura


venerdì 18 febbraio 2022

IL PRIVILEGIO DI “ESSERE” MAGGIORANZA E LA FATICA DI “ESSERE” OPPOSIZIONE

 



IL PRIVILEGIO DI “ESSERE” MAGGIORANZA E LA FATICA DI “ESSERE” OPPOSIZIONE


Sgombriamo subito il campo; aver vinto le elezioni ed essere indicati dai cittadini ad amministrare Robecco è non solo un privilegio, ma una grande fatica e una notevole responsabilità. Nel bene e nel male, d’accordo o meno sulle scelte politiche( altra cosa sono poi i risultati), chi amministra sta mettendoci del suo, sia in termini di tempo, che d’impegno, che di passione ecc., perciò dobbiamo essere loro grati per quello che riescono a fare, tenuto conto anche della pandemia che in questi due anni non ha certamente aiutato.

Se amministrare, è una fatica, ancor più lo è per le opposizioni consiliari, spesso tagliate fuori dal contesto amministrativo, dalle poche scelte fatte e soprattutto dalle prospettive da dare a Robecco. Tutti hanno spesso ricordato che dalla pandemia, si sarebbe usciti stando uniti e lavorando assieme per il così detto “bene comune”. Ebbene, mai come ora questi concetti si sono dimostrati ipocriti e, all’approssimarsi della primavera, chi detiene il potere ritorna a far valere il privilegio di essere stati eletti e di fare a meno delle altre forze politiche. Normale, direbbe qualcuno, è sempre stato così, in fondo chi ha vinto le elezioni ha il diritto-dovere di amministrare senza coinvolgere gli altri e decidere come pare a piacimento. Ed è qui, però, che l’ipocrisia diventa ancora più misera. Infatti, quello che più rattrista è vedere come forze politiche e soprattutto persone che ora hanno il privilegio di governare Robecco, quando erano all’opposizione, si lamentavano in modo piuttosto duro e a ragion veduta, perché la maggioranza di allora si comportava esattamente come si comportano loro adesso, dimenticando di essere stati a loro volta minoranza e la “fatica” di esserlo. Eppure, nella vita le lezioni dovrebbero servire, ma evidentemente non sono bastate.

Come dovrebbe comportarsi allora una persona che ha fatto opposizione e che ora sta governando? Facile, non facendo come hanno fatto gli “altri” che loro stessi hanno criticato. In che modo? Facile, cercando la collaborazione, sedersi attorno ad un tavolo (forse deve ancora essere costruito) e mettere sul piatto i vari progetti che s'intendono realizzare per il famoso e ormai trito “bene comune” di Robecco. Ci viene in mente solo un punto: il P.N.R.R., ossia il così detto Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e solo questo basterebbe per coinvolgere le forze politiche presenti in consiglio comunale, salvo che si ritenga che a Robecco non ci sia nulla da fare, o che la maggioranza pensi di essere attrezzata per farlo da sola.

Facile allora? Noi crediamo che in generale non ci sia nulla di facile ad amministrare un comune. Proprio per questo, se nei municipi, anzichè continuare a ragionare a colpi di maggioranza sensu lato, si andasse invece a ricercare la collaborazione, a renderla fattiva, a mischiarsi e contaminarsi, scontrarsi sulle idee e proposte, forse il famoso “bene comune” ne trarrebbe vantaggio. E quest’operazione di partecipazione deve partire da chi ha il privilegio di poterlo fare, ossia di chi ha il coltello dalla parte del manico, cambiando radicalmente l’approccio con le minoranze, non per togliere loro la fatica della proposta e del controllo, ma per dare loro quella dignità che loro stessi, quando era minoranza auspicavano.

E allora, in questo momento storico in cui si deve costruire il futuro di Robecco e dei nostri cittadini, specialmente i più giovani, non sarebbe il caso di abbandonare l’ipocrisia e uscire dal riccio del privilegio? Robecco Futura, nonostante le varie proposte fatte e sempre rifiutate, non si scoraggia e rimane sempre in felice attesa di poter collaborare e soprattutto di mettere in campo le proprie idee per il “bene comune”.


Robecco Sul Naviglio, 18-2-2022 ROBECCO FUTURA

domenica 30 gennaio 2022

CITTADINANZA ONORARIA A BENITO MUSSOLINI: E A ROBECCO SUL NAVIGLIO?

 

Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=2168562


Robecco Futura, con una interrogazione a risposta scritta, chiede una verifica dell'archivio storico del Comune


Tra il 1923 e il 1924 molte città italiane concessero la cittadinanza onoraria al Duce. Un secolo dopo, e la notizia è stata ampiamente diffusa da stampa e televisioni oltre che discussa in molti dei consigli degli stessi comuni interessati, troppe amministrazioni non gliel'hanno ancora revocata nonostante la Costituzione italiana faccia dell'antifascismo uno dei suoi valori fondanti.

Da un punto di vista storico il periodo che va dal1923 al1924 non è un semplice biennio qualunque. Sono gli anni dell’arresto di Piero Gobetti, delle bastonature e dell’olio di ricino, degli assalti squadristi ai giornali dell’opposizione, dell’assassinio di Giovanni Minzoni, dell’aggressione a Giovanni Amendola. Sono gli anni delle elezioni che, complice la legge Acerbo, assicurano ai fascisti la maggioranza del Parlamento, della censura sui giornali.

Sono, ancora, gli anni segnati dall’omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti, reo di aver accusato in Parlamento i fascisti di aver compiuto intimidazioni e violenze di ogni tipo pur di vincere le elezioni. Quel biennio nero avrà il suo esito finale il 3 gennaio 1925 con il famoso e cupo discorso di Mussolini alla Camera: “Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!”.

Questo riconoscimento venne conferito al Duce d’Italia relativamente alla sua posizione e all’enfasi collettiva che vigeva in quel momento storico, nonostante la sua gravità, per la sua “seducente” figura. Niente di nuovo, naturalmente. Ciò è avvenuto e avviene,purtroppo, tuttora in molti regimi o democrazie pseudo tali, come Russia, Cina, Turchia, Corea del Nord, Cuba o altre nazioni, dove il culto della personalità porta ad immortalare il leader del momento e innalzarlo al pari di un Dio.

Ma i valori e i diritti che stanno alla base delle grandi democrazie occidentali, compresa quella italiana nata proprio dall'antifascismo, pur con molti difetti, ripudia questo mondo, e seppur con grande fatica cerca giorno per giorno di costruirne uno migliore, ben sapendo che la democrazia è effimera e la si può perdere da un momento all’altro.

Per questo, come gruppo politico Robecco Futura, abbiamo chiesto in una interrogazione con risposta scritta all'amministrazione, una verifica degli archivi comunali su questa eventuale onorificenza e in caso di affermativo riscontro che intenzioni ha l'amministrazione dopo il conferimento della cittadinanza onoraria alla Senatrice a vita Liliana Segre, conferita all’unanimità dal nostro Consiglio Comunale, e da lei stessa accettata, accomunati nel dolore e nella testimonianza delle tragiche giornate del 21 luglio 1944 e 26 aprile 1945, da cui a Robecco è stata conferita la Medaglia d’Argento al valor civile di cui andiamo fieri.

Rimarchiamo che la nostra proposta non è un processo storico a chi eventualmente ne abbia dato seguito a suo tempo, qualora si riscontrasse questa probabilità sussista, ma per rendere giustizia ai cittadini robecchesi e ai parenti delle vittime delle stragi nazifasciste, ma soprattutto perché ciò, risulterebbe assolutamente in contrasto con il conferimento della cittadinanza alla Senatrice Segre.




Robecco Futura










venerdì 21 gennaio 2022

27 GENNAIO: GIORNATA DELLA MEMORIA! DIAMO UN FUTURO ALLA MEMORIA!


27 GENNAIO: GIORNATA DELLA MEMORIA! DIAMO UN FUTURO ALLA MEMORIA!

La memoria, si sa, è labile, si fa in fretta a dimenticare le cose che non ci piacciono o che ci danno fastidio perché ci fanno pensare. Meglio allora soprassedere e lasciar scorrere nella mente cose più amene e divertenti, cose che ci tengono su di corda, ci danno carica per affrontare anche questi momenti difficili offuscati dal Covid. Allora, mettiamo da parte la Giornata della Memoria; in fondo a cosa serve? Ormai certe cose non succedono più, abbiamo cose più importanti da risolvere, cose che riguardano la nostra vita quotidiana. La sensazione che si avverte nell’aria è proprio quella di chi pensa: si, si ,va bene la Giornata della Memoria, lo sappiamo cos’è, ma ora abbiamo altro da fare. Ecco che allora, quello che dovrebbe essere un momento di riflessione diventa un momento di “fastidio”.

Ma noi, non vogliamo cedere a questa indifferenza, a questo modo di approcciare uno dei cardini portanti della memoria, come la Shoah. Vogliamo testardamente, con molta modestia, non passare dalla parte degli smemorati, e gridare a voce alta che ora più che mai è il momento di ricordare, non solo quella tragedia, ma di scegliere da che parte politica stare. Ossia di chi sceglie ancora oggi di stare con chi a volte ha il coraggio di negare quei tragici fatti, oppure ha fatto una scelta di campo definitiva, situandosi politicamente all’interno di un contesto politico che accomuna coloro che non solo vogliono ricordare ma si danno da fare tutti i giorni perché certi fatti non succedano più.

La memoria non è solo esercizio fine a se stesso, ma la necessità di saper scorgere chiaramente tra due posizioni, chi sta dalla parte del giusto e chi no. La memoria non è solo passato, ma futuro. Ultimamente, c’è chi tende non più a distinguere tra destra e sinistra, ritenute categorie generiche e ormai superate, ma tra giusto e sbagliato. Se una cosa è giusta, dicono costoro, è giusta sia che sia di destra o di sinistra o viceversa. Purtroppo in una società liquida (IL CAMBIAMNTO E’ L’UNICA COSA PERMANENTE E L’INCERTEZZA E’ L’UNICA CERTEZZA), questo modo di pensare ha avuto buon gioco e la gente, quella che va ancora a votare, sempre meno, spesso sceglie per partiti che non hanno ne arte ne parte, sia a livello nazionale che comunale. Noi pensiamo invece che, prima della cosa giusta o sbagliata, occorra un’appartenenza di campo, che prima ancora del giusto o sbagliato, si alimenta di valori e ideali che sono molte volte, in certi casi quasi sempre, contrapposti. Governare o amministrare senza questa consapevolezza e senza dichiarare la propria appartenenza politica significa svilire se stessi prima di tutto e poi la politica stessa, che nonostante tutti i difetti che può avere, è il succo del nostro vivere. Occorre coraggio dichiarare da che parte stare lo sappiamo, ma è indispensabile per far si che poi la memoria non rimanga solo sterile esercizio mnemonico.

Ringraziamo perciò anche l’amministrazione comunale, che ha visto Robecco ferita due volte da tragedie bestiali nazifasciste, il 21 luglio 1944 e 26 aprile 1945, per ricordare tutti gli anni questa ricorrenza, nonostante i problemi connessi al covid. Nel contempo ci permettiamo di fare una proposta: dopo il gemellaggio con Kalha, perché non cominciare a portare i nostri studenti a visitare i campi di concentramento?


21-1-2022 ROBECCO FUTURA    

sabato 15 gennaio 2022

ENTI SOVRACOMUNALI: SE NON CI FOSSERO STATI SAREBBE STATO MOLTO PEGGIO

 

ENTI SOVRACOMUNALI: SE NON CI FOSSERO STATI SAREBBE STATO MOLTO PEGGIO


Quando ci sono le elezioni comunali, specialmente nei piccoli comuni italiani, che sono l'ampia maggioranza dei comuni, le persone si sentono ancora in dovere di esprimere la loro preferenza di voto, e perciò le percentuali dei votanti sono mediamente ancora alte. Le stesse persone però, compresi gli eletti negli organi amministrativi dei comuni, poco s’interessano dei così detti enti sovra comunali, se non per criticarli e a volte sparare a zero inutilmente su di essi.

Per fare esempi più in grande basti pensare all’Unione Europea, al Governo, alla Regione, alla sanità o alla scuola, per non parlare del sindacato e i partiti. Astio generale che, ben veicolato, ha fatto anche la fortuna politica dei populisti nostrani.

Noi vogliamo fissare l’attenzione a quegli enti sovra comunali che toccano da vicino la nostra vita quotidiana: il Consorzio del Parco del Ticino, il Parco Agricolo Sud, la Città Metropolitana, L'Azienda Speciale Municipalizzata ASM, il Consorzio Acque Potabili CAP, il Villoresi, il Consorzio Dei Comuni dei Navigli, ecc.

Sono tutti enti che entrano nella nostra vita di tutti i giorni fornendoci servizi e provvedendo, anche se ormai non ci facciamo più caso, ad aiutarci a vivere una vita serena togliendoci alcune incombenze che, diversamente, diventerebbero gravose per ciascuno di noi (pensiamo solo ai rifiuti.).

Altri enti, pur non svolgendo direttamente servizi, svolgono un ruolo di salvaguardia importante e fondamentale per il nostro ecosistema. Pensiamo ai Parchi, nati e sorti proprio allo scopo di preservare e valorizzare i nostri territori. Parchi spesso avversati dagli stessi cittadini che li abitano, perché visti come momenti d’imposizione e divieto oltre che inefficienza, anziché di valore aggiunto.

Ebbene, questi enti sono gestiti da persone che sono elette dai rappresentanti dei comuni stessi che ne fanno parte, lasciandoli spesso poi al loro destino. Non solo, questi enti diventano, dopo l’incombenza dell’elezione, qualcosa di estraneo al comune che ne fa parte. È delegato all’ente, nel bene e nel male, la gestione, senza più interessarsene, fino a quando ci saranno le prossime cariche elettive. Non esiste ad esempio un assessorato apposito che tenga i contatti stretti con questi enti, e che cerchi di collaborare con essi. Spesso le assemblee sono un fardello ed è delegato qualcuno ad andarci ma solo perché obbligati in qualità di “soci”.

Questi enti funzionano bene? O sono solo poltrone da coprire dove sono inviati soliti noti o i “trombati” nelle elezioni precedenti? Noi crediamo che all’interno dei consigli di amministrazione di questi enti, le persone che le rappresentano siano persone capaci e competenti, ma che spesso sono lasciati da soli ad amministrare senza il confronto serio e costante dei comuni che li consorziano. Certo alcuni enti funzionano meglio degli altri, alcuni hanno delle potenzialità inespresse, altri potrebbero fare molto di più, altri fanno errori madornali, altri non riescono a comunicare bene con i cittadini, altri fanno quello che possono, ma se questi enti non ci fossero stati, a nostro avviso, sarebbe stato molto peggio

La morale di tutto quello che abbiamo detto è che noi tutti, cittadini in primis, dobbiamo avere a cuore questi enti, conoscerli, seguirli, capirne l’importanza, ma soprattutto sentirli nostri, perché, di fatto, sono nostri.

Non più “quelli del Parco Ticino” o “quelli di ASM”, o “quelli del CAP” ecc., come se fossero dei nostri avversari, ma nostri amici, colleghi che svolgono un servizio per noi.

L’appello maggiore riguarda però i nostri amministratori comunali, perché non si preoccupino solo di mettere i propri uomini nei consigli di amministrazione (così risolvono loro i problemi) ma interagiscano con i nostri enti in modo più attento e proficuo per migliorare sempre più i servizi, la competitività, il funzionamento e la solidarietà.

Soprattutto quest’ultima, perché ricordiamocelo sempre questi enti sono tutti pubblici, spesso attaccati perché inefficienti e disorganizzati, con la voglia di privatizzarli. Dobbiamo resistere a questi tentativi e riuscire a dimostrare che questi nostri Enti, nel rispetto delle regole, dei diritti dei suoi lavoratori, nella sicurezza del lavoro ecc, siano all’altezza del loro compito, tanto quanto il privato .

Per riuscirci non dobbiamo disprezzarli ma volergli bene, e soprattutto, da parte di chi è preposto al loro controllo, sentirli amici, spronarli a fare sempre meglio attraverso una continua collaborazione e supporto d'idee. Con tutti i loro pregi e difetti.

Certo, il percorso di efficientamento e razionalizzazione non deve mai arrestarsi, ma senza questi enti la nostra qualità della vita sarebbe molto peggio.

ROBECCO FUTURA



domenica 9 gennaio 2022

CONSULTE COMUNALI: STRUMENTO DI PARTECIPAZIONE VERA, NON UN OPTIONAL

 


CONSULTE COMUNALI: STRUMENTO DI PARTECIPAZIONE VERA, NON UN OPTIONAL

In tutti i Comuni, una volta insediato il consiglio comunale, vengono nominate le Consulte Comunali in base ad un regolamento interno che le designa secondo il regolamento in essere. 

Questi regolamenti sono stati cambiati più volte, sono discrezionali e tengono conto del grado di democraticità di chi amministra in quel momento. La proporzionalità è il metodo normalmente seguito, per cui le consulte risultano composte da cittadini nominati dai vari gruppi politici in base ai consiglieri comunali eletti. A questo metodo, se ne contrappone un altro, attuato nel 1995 dalla Giunta Bertolini, ossia quello della PARITETICITA’ tra le minoranze all’interno delle commissioni, con possibilità di nominare Presidente della commissione stessa anche un membro proposto dalle minoranze. Il motivo della pariteticità consiste nel dare la possibilità ai cittadini, scelti per competenza, di potersi esprimere sulle varie questioni e dare alla giunta i suggerimenti più appropriati. In questo modo viene esaltata quella che spesso si cita a sproposito senza davvero mai perseguirla: la PARTECIPAZIONE dei cittadini alla vita del proprio comune. Nell’ultimo consiglio comunale, causa la scissione del gruppo di centro destra che ha visto il consigliere Cavallotti uscire dal gruppo originale e costituire un nuovo gruppo, così detto misto, si è cambiato il regolamento, penalizzando il nostro gruppo di Robecco Futura, per fare spazio ai rappresentanti che Cavallotti vorrà inserire nelle consulte.

Lungi da noi il voler fare polemica vogliamo sottolineare come, dopo due anni e mezzo che i nostri rappresentanti frequentano le commissioni, riteniamo essere non etico e avvilente chiedere loro di lasciare e cedere il posto. In ambito sportivo c’è un detto : “NON SI CAMBIANO LE REGOLE IN CORSA” e questa amministrazione è cominciata con tre gruppi politici che in comune accordo hanno definito come comporre le consulte. Ora se uno dei gruppi si è diviso riteniamo che il problema debba essere risolto al loro interno senza coinvolgere gli altri gruppi. Inizialmente avevamo proposto quindi che fosse il centrodestra a dover autonomamente riequilibrare i propri rappresentanti nelle consulte presumendo che i compagni di partito di Cavallotti fossero già presenti in molte consulte. Ma pare che questa soluzione sia non praticabile. Facciamo però, come nostro uso e costume, una proposta per aggirare quest’ostacolo che può essere superato con un po’ di buona volontà da parte di tutti: anziché togliere il posto a noi di Robecco Futura per darlo al gruppo misto (che ha tutti i diritti di partecipare come noi), basterebbe correggere il regolamento e ampliare i numeri dei componenti. In questo modo si ritornerebbe anche ad alimentare la PARTECIPAZIONE dei cittadini. Del resto le consulte sono nate per questo; restringerne lo spazio anziché allargarne gli orizzonti non può che far male alla democrazia e alla politica. Invitiamo infine la maggioranza a considerare con più attenzione e sollecitudine le proposte di modifiche al regolamento delle consulte che mesi fa abbiamo depositato, per renderle più funzionali, incisive e frequentate, seguendo i principi della democrazia partecipativa. Crediamo che un po’ di coraggio e di apertura da parte di tutti non possa che farci bene.


 LISTA ROBECCO FUTURA

sabato 8 gennaio 2022

Sergio Sinigaglia nuovo Segretario Partito Democratico di Robecco sul Naviglio


Dopo le dimissioni del Segretario Edoardo Martella, a seguito del suo trasferimento all'estero per motivi di lavoro, il Coordinamento del Circolo nomina nuovo Segretario Sergio Sinigaglia con lo scopo di portare il partito locale al cogresso anticipato.

"Questo che si apre è un passaggio politico obbligato visto che il circolo è vivo e fortemente radicato sul territorio", afferma Sergio Sinigaglia durante una prima riunione interna con il coordinamento del partito locale, e prosegue: "con il responsabile degli enti locali del Partito Democratico Milano Metropolitana, Paolo Razzano, ci siamo confrontati e deciso che appena le condizioni sanitarie lo permetteranno il PD robecchese celebrerà il suo congresso."

Ci sono già nomi di eventuli candidati alla Segreteria?
  
Al momento l'unico nominativo in campo è il mio, ma se si dovessero presentare nuove cadidature la discussione e il dibattito interno non potrebbero che uscirne arricchiti e il partito nel suo insieme rafforzato. Ricordiamo a tutti che il Partito Democratico è un partito plurale in cui sono confluiti pensieri e idee politiche che hanno fatto la storia del 900. Talvota fronteggiandosi aspramente, ma sempre riconoscendosi in quell'unico valore condiviso che è la Democrazia. Il Partio Democratico è ancora oggi, nonostante le legittime difficoltà, la casa dei Riformisti e Democratici.

Il Partito Democratico robecchese è anche azionista di maggioraza della lista civica Robecco Futura, che non ha purtroppo brillato nelle ultime elezioni. Quali saranno gli equlibri interni alla lista dopo questo passaggio di testimone da parte del Segretario uscente Edoardo Martella?

Come Partito Democratico robecchese abbiamo condiviso, passo dopo passo, tutte le scelte che Edoardo ha portato avanti. Sui motivi che le hanno determinate non vogliamo più tornarci. Siamo una lista di cetrosinistra di minoranza all'opposizione. Come già affermato da Pietro Caruso nel suo discorso di insediamento all'indomani del voto, la nostra sarà e continuerà ad essere un' opposizione costruttiva e collaborativa ma critica su ciò che non ci convince e non condividiamo. 
Il termine "azionista" riferito a un partito non mi piace,  un partito è fatto di persone, idee e valori condivisi, non di capitali da investire o dividendi a cui puntare. Lasciamolo al campo della finanza e dell'economia a cui appartiene. 

Pietro Caruso si è dimesso a circa metà mandato dalla carica di Consigliere e capogruppo della lista Robecco Futura di cui è stato candidato Sindaco.
Oltre al ruolo di Segretario politico del PD locale ora rappresenti anche Robecco Futura in Consiglio Comunale.

Premesso che non voglio ritornare nemmeno sulla sterile polemica del gruppo di maggioranza che temeva di non vedere più rappresentata Robecco Futura in Consiglio Comunale. Non si preoccupino per noi. Le dimissioni di Pietro seguono in reltà una scelta politica ben precisa. In primis quella di dare maggiore visibilità istituzionale alla prima forza politica della lista, il Partito Democratico. Robecco Futura nasce come lista di centrosinistra. Nonostante i balletti preelettorali di qualcuno, i tempi ristretti e le mille difficoltà nel rispetto delle procedure burocratiche, siamo partiti, tardi ma siamo partiti, e un buon numero dei nostri cittadini ha creduto in questo progetto, permetendoci di essere presenti in amministrazione. In campagna elettorale abbiamo in parte anticipato quello che potrebbe essere il futuro sviluppo, non solo di Robecco, ma dell'intera area omogenea in cui e inserita. Per arrivarci però occorre una nuova mentalità da parte di chi l'amministra nei singoli comuni che la compongono. Come lista, qualche mese fa abbiamo girato a tutte le amministrazioni interessate un documento che era insieme anche proposta politica trasversale. Lavorare tutti insieme verso un unico obiettivo come già altri territori, anche nazionali oltre che europei, hanno a loro modo fatto: fare dell'est Ticino "Il giardino di Milano". In secondis, proprio perchè crediamo davvero inquesto progetto, come lista civica Robecco Futura, insieme al Circolo PD Robecco sul Naviglio, avvieremo,  a breve, un giro di consultazioni con gli organi di governo della nuova "Milano Città Metropolitana" che ponga al centro del confronto il futuro del nostro territorio e dell'ambito metropolitano in cui è inserito. Le elezioni per il rinnovo del Consiglio metropolitano si sono tenute domenica 19 dicembre 2021.
Il Consiglio metropolitano è organo elettivo di secondo grado, composto dal Sindaco Metropolitano, Giuseppe Sala, che ad oggi corrisponde alla figura istituzionale del Sindaco del capoluogo, e da 24 consiglieri. Sono titolari dell'elettorato attivo e passivo i Sindaci e i Consiglieri comunali in carica dei Comuni compresi nel territorio della Città metropolitana di Milano.
L'organo di governo di questa importante istituzione, su cui come lista e come partito locale non abbiamo mai esitato e smesso di credere, è così composto:
Sindaco metropolitano: Giuseppe Sala
Vice sindaca metropolitana: Michela Palestra con deleghe alla pianificazione territoriale e Piano strategico
Completano poi la squadra di governo: 
Sara Bettinelli: sicurezza, protezione civile e politiche sanitarie di area vasta; 
Diana De Marchi: lavoro e politiche sociali; 
Aurora Impiombato: parchi e attuazione delle zone omogenee; 
Giorgio Mantoan: politiche giovanili, rapporti con il sistema universitario e progetto ForestaMI;
Roberto Maviglia: edilizia scolastica, sport e gestione Idroscalo; 
Simone Negri: ambiente e legalita'; 
Beatrice Uguccioni: mobilita' e infrastrutture; 
Francesco Vassallo: personale, sviluppo economico, marketing territoriale,
 digitalizzazione e semplificazione; 
Dario Veneroni: bilancio e patrimonio. 
Daniele del Ben diventa presidente del Parco Agricolo Sud Milano. 
Non solo, proporremo a enti, associazioni e tutti coloro che hanno a cuore il presente e il futuro di  questo territorio, la sottoscrizione di un documento da far valere nelle sedi opportune.

Robecco Futura

lunedì 3 gennaio 2022

Risposta di Pietro Caruso alla lettera social della lista di maggioranza "Esserci per tutti sempre"

 



Risposta di Pietro Caruso alla lettera social della lista di maggioranza "Esserci per tutti sempre"


Dopo la lettera diramata via social dalla lista di maggioranza "Esserci per tutti sempre", che riportiamo a fondo di questo post, segue la risposta del Consigliere uscente Pietro Caruso candidato sindaco e capogruppo della lista Robecco Futura

Robecco S/N 28-12- 2021

 

IL DISCO NON È ROTTO E SUONA BENISSIMO

 

Il recente comunicato del 27/12 scorso da parte di “Esserci per tutti sempre”, apparso sui social, teso a commentare in maniera discutibilmente critica la mia lettera di commiato dal Consiglio Comunale, merita una risposta, o meglio, una contro precisazione dopo la loro precisazione.

Il comunicato è diviso in tre parti e quindi, per chiarezza, risponderò con la stessa struttura

 

1) Nel primo punto viene evidenziato che, prima di individuare il mio successore, sono emersi ben nove rinunce dai primi nove nomi votati all’interno della lista Robecco Futura. Tralasciando la discutibile ironia con cui viene commentato questo fatto, è opportuno fare chiarezza.
Edoardo Martella, segretario dimissionario del circolo PD di Robecco, sarà sostituito da Sergio Sinigaglia. Nei precedenti incontri di lista è stato deciso concordemente di lasciare a lui il seggio in Consiglio, perché col doppio incarico di Consigliere Comunale e Segretario del PD locale, il nostro comune avrebbe potuto ottenere maggior visibilità e ascolto in ambito territoriale ma soprattutto nei confronti con città metropolitana. Risulta quindi evidente che le varie rinunce sono avvenute non per disgregazione del gruppo, come sottintende il comunicato, ma per senso di coesione e responsabilità.

 

2) In questo punto leggo del mio sdegno nel colpevolizzare l’amministrazione per non aver accettato una mia proposta. Rileggendo la mia lettera, noto che avevo scritto di delusione in relazione al loro rifiuto, non di sdegno. Il fatto che chi amministra non è, giustamente, vincolato alle nostre proposte ce lo ha ricordato un importante membro dell’amministrazione con la ormai storica frase:
” Chi vince comanda…”. Ce ne siamo accorti.

 

3) Non mi sembra di aver citato Cassinetta come comune virtuoso, ma solamente come uno dei tanti comuni che, per motivi di trasparenza, hanno attivato lo streaming dei Consigli.
Ora con i problemi sanitari in corso, con nessuna videoregistrazione e con i limiti di persone ammesse in sala consigliare, la conoscenza di ciò che avviene in consiglio è riservata a poche persone, con un danno alla diffusione delle informazioni e alla conseguente trasparenza.
Parlate poi di superstrada, da me non citata, con delle asserzioni completamente fuori luogo; non abbiamo ambizioni politiche e non abbiamo bisogno di venderci con nessuno come, con decisa caduta di stile, avete affermato. La nostra posizione, ribadisco, è a favore della strada, ma non siamo favorevoli a qualunque soluzione purché sia. Citando una famosa pubblicità “una strada è per sempre” per cui DEVE essere fatta con i concetti di attenzione all’ambiente che negli ultimi anni sono stati evidenziati e col minimo impatto verso la comunità. Alle affermazioni fatte nelle ultime righe abbiamo già risposto e sicuramente ne avete copia. Trovo infine penosa la vostra affermazione riguardo al fatto che ho ritirato un invito al sindaco dopo aver ricevuto “ordini dall’alto”.
Non ho dipendenza gerarchica né all’interno del gruppo, né al di fuori; oltretutto non sono neppure tesserato PD, per cui anche questa vostra affermazione risulta priva di fondamento ed è particolarmente offensiva.

 

Infine, se volete delucidazioni in merito alle nostre idee da portare avanti, devo pensare che siete distratti, perché proposte e suggerimenti sono pubblicate quasi settimanalmente ed alcune hanno addirittura suscitato l’interesse del sindaco che ha promesso di convocarci per discuterle appena possibile. Siamo ancora in attesa.

Criptica l’ultima frase che tratta del deus ex machina del nostro pasticcio politico, ma se è della stessa forza delle precedenti affermazioni, non credo sia il caso di esplicitarla.

 

Concludo ricambiando gli auguri per il prossimo anno a voi ed ai vostri cari con l’auspicio, inoltre, che l’anno nuovo illumini le vostre menti per una ottimale amministrazione del nostro comune.

 

Pietro Caruso